Dritan ha ucciso anche il cugino

di LUCIA PACI
RIMINI. Monica Sanchi è stata arrestata con l’accusa di concorso in omicidio. Ieri, al termine di un lungo interrogatorio davanti al pm di Como, ha ammesso di aver avuto un ruolo nell’omicidio di Lidia Nusdorfi, commesso a Mozzate alla fine di febbraio. E’ stata lei stessa, attuale compagna di Dritan Demiraj, già finito in carcere per il duplice omicidio della ex Lidia Nusdorfi e del fidanzato Silvio Mannina, a chiedere di essere interrogata per chiarire la sua posizione. 
Per il momento non sono emersi particolari dettagli dell’interrogatorio anche perché l’indagine va avanti. Innanzitutto le forze dell’ordine stanno cercando di capire se possa avere fondamento il sospetto di un terzo cadavere, quello di Clodi, cugino di Dritan, col quale Lidia avrebbe tradito l’assassino. Si sta muovendo anche l’Interpol per cercarlo dato che non si hanno più notizie di lui da Natale, quando Dritan si era recato a Valona, in Albania. Una scomparsa misteriosa che dopo il ritrovamento del cadavere di Silvio Mannina nella ex cava Incal System a Santarcangelo, non è stata trascurata dalla procura di Rimini. Dritan non aveva mandato giù la tresca della sua donna col cugino, conosciuto dalla stessa Lidia in occasione di un viaggio in Albania alla fine di agosto dello stesso anno. E’ stato dopo quell’episodio che Lidia, una volta a Rimini dove vivevano, aveva fatto le valigie lasciando i due figli (uno dei quali frutto di una precedente relazione) a Dritan in attesa di compiere i passi necessari a riprenderli con sé. 
L’albanese, invece, era volato a Tirana per chiarirsi con il cugino: lo aveva aggredito, ma era stato bloccato e tenuto al fresco per un paio di giorni, finché un vecchio amico poliziotto, comprensivo per l’accaduto, aveva interceduto per lui. Intanto Dritan aveva iniziato a meditare la sua vendetta, culminata nel duplice omicidio. 
Ci sarà ora da chiarire il ruolo di Monica, difesa dall’avvocato Nicola De Curtis, anche nel delitto di Silvio Mannina. E’ stato lo stesso assassino a collocare la donna, riccionese, sulla scena del secondo crimine. Lei si era professata innocente, all’oscuro delle intenzioni omicide di Dritan, definendosi «esca inconsapevole», mossa come un «burattino» da lui che teneva i fili ben saldi nelle mani. «Alla cava non c’ero», ha ripetuto, confutando il dettagliato racconto dell’assassino. La sua unica “colpa”, sostiene la donna, è essersi «innamorata e fidata della persona sbagliata». 

RIMINI. Monica Sanchi è stata arrestata ieri con l’accusa di concorso in omicidio al termine di un lungo interrogatorio davanti al pm di Como. La vicenda è quella della morte di Lidia Nusdorfi, commesso a Mozzate alla fine di febbraio. E’ stata lei stessa, attuale compagna di Dritan Demiraj, già finito in carcere per il duplice omicidio della ex Lidia Nusdorfi e del fidanzato Silvio Mannina, a chiedere di essere interrogata per chiarire la sua posizione. Ed è proprio in questo ambito che ha detto di essere stata informata dallo stesso Dritan di un terzo omicidio, quello di Clodi, cugino di Dritan, col quale Lidia avrebbe tradito l’assassino. Di lui non si avevano notizie da Natale, quando Dritan si era recato a Valona, in Albania. 

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