Rimini, su tre alberghi della Riviera l’ombra della criminalità calabrese

RIMINI. Società intestate a prestanome per aggirare la legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale. Lo scopo: poter mettere le mani, utilizzando denari provento di attività illecite, su imprese e soprattutto alcuni alberghi del riminese. È questa l’ipotesi d’accusa contestata alle nove persone il cui nome è stato iscritto nel registro degli indagati della procura della Repubblica di Rimini, al termine delle prima parte dell’indagine condotta dalla Squadra mobile della Questura. Per tutti il reato contestato è quello di intestazione fittizia di beni e ricettazione. In sette, invece, devono rispondere anche di estorsione e porto illegale d’arma da fuoco.

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