Giulia Sarti non è una delinquente. E la pena per l’omicida di Olga non è stata dimezzata per la “tempesta emotiva” giustificata dalla gelosia. Il Corriere e altri quotidiani lo ripetono da giorni, nel vano tentativo di spiegarlo. Il caso della parlamentare grillina è “politico – sentimentale”. Ma non ha rubato alcunchè a nessuno. Soldi suoi, di cui può disporre come vuole. Se non rispetta le promesse ripetute all’infinito sulla restituzione al microcredito è un problema di onestà nei confronti solo del suo partito (anzi, movimento) e dei suoi elettori. Se comunica al suo partner che lo denuncia per salvarsi la faccia, finchè non viene ravvisato (o denunciato) il reato di calunnia, è un problema che riguarda lei, il suo partito, i suoi elettori e il suo partner. Ma Giulia Sarti finisce nel passa parola come la peggior delinquente, roba da far impallidire i politici più corrotti. E si scatena la rincorsa ai particolari piccanti della sua vita privata, perchè deve essere “sputtanata”…

Castaldo, l’omicida di Olga, non è stato “perdonato” perchè ha agito in preda ad una “tempesta emotiva” che giustifica la riduzione della pena. La giuria ha solo ricalcolato la pena tenendo conto delle attenuanti, in primo luogo il fatto di essere incensurato, la collaborazione e la disponibilità al risarcimento. Ma così rischia di essere una sentenza come tante, che può non piacerci come tante altre, ma calcolata in base a meri parametri giudiziari. E’ molto più gustosa se la si interpreta come riesumazione del delitto d’onore, come giustificazione della gelosia come movente per un femminicidio. E il passa parola infatti la amplifica così. Anche se non è vero.

Che fare? L’ideale sarebbe non fidarsi troppo del passa parola e documentarsi un minimo prima di esprimere un giudizio, ma forse è chiedere troppo.

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GIULIA SARTI

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