Le “Iene” a Rimini per Giulia Sarti

Le “Iene” a Rimini per Giulia Sarti

RIMINI. Archiviate le accuse a carico di Andrea Bogdan Tibusche, ex fidanzato e collaboratore della deputata riminese Giulia Sarti, sono in molti a domandarsi che piega prenderà adesso la vicenda. Scontata e annunciata l’azione civile di risarcimento danni, e ancora tutta da valutare un’eventuale denuncia penale per calunnia, l’informatico scagionato dal sospetto di avere derubato l’onorevole “pentastellata” lascia trapelare propositi di rivalsa. Le pruriginose anticipazioni sull’esistenza di filmati particolari girati tra le stanze dell’abitazione romana condivisa dalla coppia fino a dicembre 2017 non lascia immaginare niente di buono. Eppure le “Iene” (ItaliaUno), anche ieri a Rimini a caccia di informazioni per un nuovo servizio sul caso, non sono intenzionate a mollare l’osso (fu la trasmissione a sollevare il caso della Rimborsopoli grillina). Tibusche, difeso dall’avvocato Mario Scarpa, avrebbe scelto uno dei loro inviati come interlocutore privilegiato per diffondere anche in televisione la propria versione dei fatti. Dovrà stare attento, però a non compiere passi falsi: Giulia Sarti non merita di essere dipinta come la protagonista di una storia di “Bonifici, bugie e videotape”. Nel frattempo, inoltre, in attesa delle determinazioni dei probiviri sulla sua permanenza all’interno del M5S, hanno ricominciato a circolare su internet le fotografie che la ritraevano in pose osè: risalgono al 2013, quando la casella di posta elettronica fu violata da un hacker. Lo segnala, tra gli altri, il sito michelesantoro.it. Nel commento alla notizia e prima di un approfondimento si legge: «Nessuno merita la gogna pubblica come quella che (Giulia Sarti) sta subendo, con una macchina del fango che si accende a intermittenza». In rete e sui social gli odiatori da tastiera si sono scatenati e nessuno, neppure all’interno del Movimento 5 Stelle, appare impegnato a frenare una deriva inaccettabile, semplicemente con qualche manifestazione di solidarietà umana, nei confronti di una persona che non ha commesso reati penali e che rivendica con orgoglio la sua appartenenza a un mondo che è sul punto di scaricarla.

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