«Brucio te e la tua famiglia»: 24enne condannato a Rimini

RIMINI. Due anni e due mesi di reclusione. È la pena inflitta dal giudice Vinicio Cantarini, rito abbreviato, a un 24enne tunisino residente a Rimini. Il giovane è stato riconosciuto colpevole delle accuse di lesioni personali ed estorsione, ma è stato assolto dal capo d’imputazione più grave: violenza sessuale nei confronti della fidanzatina, all’epoca dei fatti quindicenne (vengono omessi dettagli sull’imputato, difeso dall’avvocato Gianmaria Gasperoni, per non rendere indirettamente riconoscibile la parte offesa che non si è costituita parte civile). Il pm Paola Bonetti, nell’udienza precedente, aveva chiesto la pena complessiva di cinque anni e quattro mesi di reclusione. Il processo era condizionato alla testimonianza del titolare di un minimarket che aveva assistito alla lite che aveva determinato la rottura definitiva del burrascoso rapporto tra i due ragazzi, tra l’altro osteggiato dai genitori italiani della ragazza in conflitto con loro e alle prese con un disturbo comportamentale. Il giudice, per chiarire la vicenda, ha però finito per sentire, oltre alla diretta interessata e i familiari di lei, anche il padre di lui. La ragazzina sosteneva di essere stata picchiata, minacciata e costretta a un rapporto intimo. Intimorita avrebbe poi effettuato un prelievo con il bancomat e poi consegnato al tunisino la somma di duecentocinquanta euro. «Mi aveva minacciata, dicendomi che se non gli avessi dato i soldi, avrebbe bruciato me e la mia famiglia».

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