Itab, i professionisti del legno da Novafeltria alla conquista del mondo

NOVAFELTRIA. La carta d’identità aziendale dice quasi 35, ma le radici sono ben più stagionate. E mai metafora potrebbe essere più azzeccata vista la ragione sociale di Itab Italia.

Per avere un’idea di cosa si tratti basta risalire il fiume Marecchia e fermarsi a Ponte Santa Maria Maddalena: la sede è il miglior biglietto da visita di un’attività “di famiglia” che partendo dai suoi 13mila metri quadrati immersi nella natura è riuscita a conquistare letteralmente il mondo.

Specializzata nella realizzazione di edifici ed elementi per l’edilizia in legno dalla forte impronta green, grazie a un sapiente mix di tradizione, innovazione e tecnologia l’azienda romagnola è infatti riuscita a guadagnarsi la fiducia della Francia e della Russia per i propri stand milanesi a Expo 2015. E fra le tante realizzazioni di un catalogo di altissima qualità, non manca la chicca della partecipazione all’intervento di recupero del prestigioso Teatro Galli di Rimini.

È un team affiatato con il valore aggiunto del legame di sangue quello sul ponte di comando di Itab: al timone il titolare Gilberto Bucci e il cognato (socio) Adriano Tamburini; ad occuparsi delle varie articolazioni lavorative le figlie Elena, Elisabetta e Laura. A chiudere il cerchio, e a far quadrare i conti in amministrazione, c’è infine Maria Tiziana Bucci, moglie di Adriano e sorella di Gilberto. È stato Gilberto ad aprire l’attività nel 1985, raccogliendo il testimone in casa visto che, ancora adolescente, ad appena 13 anni passava ore e ore al fianco di papà Augusto in falegnameria. Una di quelle figure che nelle piccole comunità conoscono tutti per soprannome e che viene ancora oggi evocata nei capannoni, dove “in molti chiedono un mobile come lo faceva Gutìn!”. Chi dunque meglio di lui per uno spaccato fra passato, presente e futuro?

Bucci, quando è iniziata la storia di Itab?

«Nell’immediato Dopoguerra, ora siamo alla terza generazione: tutto è partito con la falegnameria che papà Augusto aprì nella seconda metà degli anni ’40 e dove io sono entrato nel 1973. Poi nel 1985 abbiamo aggiunto Itab come segheria e nel tempo abbiamo sviluppato e diversificato sempre di più l’attività: almeno la metà della produzione oggi si concentra nella realizzazione di case in legno, tetti, coperture, pareti a telaio e in X-lam in gran parte prodotti con essenze di pino e abete. Ma proponiamo un po’ di tutto: dalle abitazioni prefabbricate a complessi residenziali, per finire con vere e proprie ville private, strutture ricettive in ambito turistico o stabilimenti balneari in cui il green viene sempre più ricercato. Inoltre, ci occupiamo di strutture sportive, scolastiche e industriali, facciate ventilate o pavimenti in legno da esterno. Ovviamente non abbiamo abbandonato quelle offerte che ci contraddistinguono da sempre: infissi, arredamento e oggettistica».

Tradizione e innovazione dunque, grazie anche al supporto della tecnologia.

«La nostra forza lavoro è costituita da appena 26 persone (siamo in cerca di altri ingegneri per implementare il settore tecnico), ma abbiamo personale iper specializzato e un supporto tecnologico di primissimo ordine che ci consente di fare in casa progettazioni, disegni ed elaborazione dei dati poi trasmessi alla Oikos, una macchina acquistata nel 2014 dalla Scm con un centro di lavoro a controllo numerico che ci ha fatto fare il vero salto di qualità. Sia nella produzione diretta (vi lavoriamo travi e pannelli di ogni dimensione) sia perché semplifica l’attività degli addetti. Il settore legno è in salute ma, come in tutte le cose, è la qualità a fare la differenza».

Chiudiamo con il Teatro Galli.

«Vorrei dire innanzitutto che è stato un orgoglio per noi contribuire alla rinascita di uno dei simboli del nostro territorio. Siamo stati coinvolti dall’azienda Acc – Adriatica costruzioni cervese per la struttura in abete lamellare che sorregge la volta e abbiamo realizzato oltre alla stessa volta, anche cupola e arco scenico. Circa 500mila metri quadri di lavoro compiuto proprio con la Oikos, rivestito con compensato ignifugo e poi rifinito».

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