Al lavoro in Antartide, ma col cuore a Viserbella

RIMINI Il posto che Ivan Bruni identifica come “casa”, il centro dei suoi affetti, la terra in cui è nato, dista da dove si trova ora ben 15.291 chilometri. Proprio come si legge sull’insegna piantata sul suolo bianco e congelato dell’Antartide, che calcola la distanza che si frappone tra il luogo in cui l’astronomo 45enne Ivan si trova ora per una spedizione scientifica e “casa”, la località di Viserbella – Torre Pedrera. Frazioni del comune di Rimini che Ivan non rivedrà fino a febbraio del 2020, al termine dei 14 lunghi mesi di ricerca presso la base scientifica italo – francese Concordia, situata a 3200 metri sul livello del mare, a 1200 chilometri dalla costa antartica sul mare di Ross, esattamente a -75 gradi di latitudine. Qui, insieme ad altri 10 uomini e 3 donne, di cui 7 italiani, 6 francesi e una danese, sta affrontando una delle missioni più dure che si possano immaginare: allontanamento da casa e affetti, temperature glaciali, con picchi fino a – 80 gradi, 90 giorni di buio perenne di inverno antartico e la convivenza “forzata” in condizione di isolamento. Sono queste infatti le condizioni cui ha accettato di “sottostare” quando ha accettato di partire per la spedizione promossa dal Pnra, il Programma nazionale di ricerche in Antartide, attuato da due enti: il Cnr, Consiglio nazionale delle ricerche, che ha curato il coordinamento scientifico, e l’Enea, Agenzia per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che si è invece occupato della pianificazione e dell’organizzazione logistica della spedizione.

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