Rimini, falso commercialista a processo. L’imputato, però, non si fa vivo

RIMINI. Truffa, appropriazione indebita ed esercizio abusivo della professione. Un falso commercialista di 53 anni, che già in passato ha avuto guai con la giustizia, si ritrova a processo, anche se alla prima udienza non si è fatto vivo ed è improbabile che si presenti più avanti: di lui un po’ tutti hanno perso le tracce. Nell’ultimo filone che lo riguarda sono quattro le parti offese individuate, una delle quali si è costituita parte civile. Il contabile è difeso dall’avvocato Andrea Muratori. A indirizzare i sospetti su di lui, quando era già finito nel mirino della Finanza, fu una sua cliente in attesa degli assegni di maternità. Una pratica che, in realtà, non era mai stata avviata.

Imprenditori e commercianti si rivolgevano a lui convinti che l’imputato, all’epoca dei fatti titolare di uno studio in Valconca, avesse conseguito l’abilitazione professionale dopo la laurea in Economia e commercio. In realtà non solo non aveva le carte in regola per definirsi “commercialista”, ma in più occasioni si era anche “dimenticato” di pagare le tasse per conto di chi si rivolgeva a lui con fiducia.

Le indagini dell’inchiesta madre partirono infatti dall’acquisizione di una serie di denunce di cittadini infuriati per aver ricevuto avvisi di accertamento da parte dell’amministrazione finanziaria per imposte non pagate e contributi mai versati. I contribuenti infatti erano convinti di essere in regola perché provvedevano regolarmente a consegnare i soldi all’accusato.

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