SANTARCANGELO. Non una di quelle bande di baby studenti che purtroppo troppo spesso negli ultimi tempi imbratta o vandalizza la propria scuola. Quella entrata in azione prima dell’alba ieri nella centralissima elementare Pascucci che si affaccia su piazza Ganganelli è quasi certamente una banda di professionisti. Nel sopralluogo di ieri mattina, i carabinieri della locale stazione non hanno infatti trovato finestre in frantumi o accessi forzati, ma hanno individuato nella porta tagliafuoco laterale che dà su viale Mazzini la via d’accesso scelta dai ladri notturni: una porta che non ha serratura, si apre a spinta. E non aveva segni di effrazione.

Una disattenzione? Era stata lasciata inavvertitamente semi aperta? Lo stabiliranno le indagini delle forze dell’ordine, che non escludono l’ipotesi, mentre i responsabili della Direzione didattica del Primo circolo hanno stabilito l’ammontare del “bottino”. L’inventario di quanto è stato razziato si è protratto per diverse ore per presentare una denuncia dettagliata in caserma. Computer, tablet, apparecchi informatici ed elettronici, questo l’obiettivo della banda, che ha letteralmente spogliato la Pascucci di ogni dotazione didattica di questo tipo: i ladri hanno arraffato i portatili praticamente da ognuna delle 25 classi e dall’aula di informatica (una trentina di pezzi), cui si aggiungono un impianto stereo una dozzina di tablet. Hanno trovato anche il tempo di forzare la gettoniera della macchinetta del caffè alla ricerca di qualche spicciolo. Un’impudenza appunto da professionisti, considerato che il plesso si trova nel cuore della città e a due passi dal municipio. Quindi si sono dileguati probabilmente con un furgoncino, necessario a caricare un bottino di tal genere.

Si corre ai ripari

Purtroppo le porte della scuola non hanno allarmi e non è presente il sistema di videosorveglianza: la banda ha “anticipato” il Comune, che, dopo il lungo iter nell’Unione, ha appena approvato in proprio il progetto definitivo che porterà all’installazione di un sistema di telecamere in diversi punti del territorio. I carabinieri quindi non hanno immagini utili alle indagini. Così come gli insegnanti e gli alunni non hanno più strumentazioni informatiche per l’attività quotidiana: restano le lavagne lim, probabilmente troppo ingombranti e complicate da smontare dalle pareti anche per i banditi. «L’attività ovviamente continua ma cercheremo di provvedere al più presto a recuperare fondi per sostituire quanto rubato», il commento dalla stessa Direzione didattica.

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