Luca Beatrice, il sessismo e Fellini

«Ci sono cose da donne (il corso di danza, l’attenzione psicologica, l’alimentazione alternativa, gli agriturismi) e cose da uomini (il metal, le moto, birra e würstel e appunto il calcio). Nel pallone loro (noi donne, ndr) guardano i belli, da Cabrini a Beckham, oggi CR7, e già questo ci infastidisce. Per carità, niente sessismo, ma lo stadio come universo di soli uomini è qualcosa di radicato nella mente malata di noi tifosi, che peraltro non smaniamo per partecipare alle sfilate di moda o a un corso di pilates».

Questo signore è Luca Beatrice, noto e stimato critico d’arte, che qualche giorno fa sul Giornale commentava così la finale di Supercoppa («per carità, niente sessimo!». Sì, certo…).

Ora, il noto e stimato critico d’arte fa parte, a Rimini, del comitato di confronto e consultazione a supporto dell’amministrazione comunale per la realizzazione del Museo Fellini, il più importante progetto culturale cittadino dei prossimi anni, comitato al cui interno ci sono tra gli altri il semiologo Paolo Fabbri e i critici e giornalisti cinematografici Laura Delli Colli e Mario Sesti. A me non sembra una cosa trascurabile.

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