Esplode petardo in spiaggia, a Rimini ustionati e feriti padre e figlio

RIMINI. Le limitazioni all’utilizzo di razzi e petardi e gli inviti al buon senso, sono stati abbondantemente ignorati, e così, a fare le spese del “tradizionale” Capodanno col botto sono stati ancora una volta i minorenni: due bambini di dieci e undici anni, quest’ultimo ferito assieme al padre, hanno concluso la notte di festa in ospedale.

A Viserba, poco dopo mezzanotte, un ragazzino ha raccolto in spiaggia un petardo che è esploso mentre il padre cercava di strapparglielo dalle mani. «Ho sentito uno scoppio a pochi metri da me, proprio dove c’erano loro», ha raccontato la madre alla pattuglia accorsa sul posto dopo che alcuni passanti avevano richiamato in strada l’attenzione dei militari. All’arrivo dei soccorritori, nel tratto dell’arenile in corrispondenza tra le vie Dati e Palotta, sia l’adulto sia il bambino erano doloranti e sanguinanti, il primo alla mano, il secondo alla caviglia sinistra. L’adulto, un quarantanovenne di origine tunisina residente a Rimini, che presentava anche delle ustioni profonde al volto, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Le Torrette” di Ancona (la prognosi provvisoria parla di quaranta giorni, ma rischia di perdere un paio di dita). Il figlio undicenne, ricoverato all’“Infermi” di Rimini, guarirà in trenta giorni.

Altro ferito al dito

Un altro ragazzino di dieci, ferito a causa di un botto di Capodanno, è stato accompagnato dai genitori all’ospedale Sacra Famiglia di Novafeltria pochi minuti dopo la mezzanotte: un petardo acceso per festeggiare il nuovo anno gli ha “bruciato” un dito della mano. Medicato è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni. Si segnalano altri feriti, tra adolescenti e adulti, per una pratica dura a morire, ma nessuno in maniera seria (tra la mezzanotte del 31 dicembre e le prime ore di ieri mattina la gran parte degli interventi del 118 risultano connessi all’abuso di sostanze alcoliche, anche da parte di minori, o stupefacenti e comunque legati ai festeggiamenti, ma la gran parte dei pazienti è stata dimessa dopo le prime cure da parte dei sanitari). I vigili del fuoco si sono impegnati, tra l’altro, a spegnere nella notte ben sette cassonetti dati alle fiamme dai vandali in varie zone della città e della provincia proprio a causa dell’esplosione di petardi (nelle zone delle manifestazioni invece i bidoni erano stati rimossi preventivamente). Più che fondate, quindi, le preoccupazioni degli animalisti legate ai botti. Anche l’altra notte, infatti, decine di cani e gatti sono scappati in preda a crisi di panico: ne sono stati già recuperati alcuni, ancora terrorizzati.

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