“Cyber crime”, la Postale di Rimini salva 1,5 milioni

RIMINI. Nel 2018 il Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Emilia Romagna, nell’ambito del contrasto dei crimini informatici, ha bloccato o recuperato in regione circa un milione e mezzo di euro andando in soccorso di aziende colpite da financial cyber crime. Sono 430 le transazioni di questo tipo segnalate agli specialisti della polizia, in aumento esponenziale rispetto all’anno precedente, quando erano state 61. Sono alcuni dei numeri contenuti nel bilancio di fine anno, diramato dal dirigente Geo Ceccaroli, dove si segnala anche l’attività di prevenzione e monitoraggio sulla pedopornografia online, che ha portato a inserire nella “black list” ben 42 siti, con un incremento del 40 per cento rispetto all’anno precedente.

In crescita i risultati della polizia postale, con un contributo importante della sezione riminese guidata dall’ispettore superiore Vincenzo Papagni, anche sul fronte della attività investigativa, con sei persone arrestate e quarantuno denunciate.

Un sensibile calo invece si è registrato sul fronte del cyber bullismo: rispetto al 2017, in cui si erano registrate 33 denunce, nel 2018 sono scese a due, con una riduzione di oltre il 90 per cento. Una conferma della bontà della scelta del reparto che ha deciso da tempo di potenziare la sua azione sul fronte della prevenzione, puntando trasversalmente su formazione e informazione.

Un’ottica che ha portato innanzitutto alla sottoscrizione di protocolli con le aziende cosiddette “a rischio”, volti alla condivisione delle informazioni sulle nuove tecniche utilizzate in materia di attacchi informatici (nel 2018 sono stati diramati 521 alert). Una collaborazione che consente, dal lato imprenditoriale, di acquisire gli “indici di compromissione” filtrati dal Cnaipic (Centro Nazionale Anticrimine informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) per identificare, in tempo

reale, possibili vulnerabilità dei sistemi informatici; dal lato investigativo, di raccogliere e monitorare tipologie e dimensioni del fenomeno.

L’accordo quadro recentemente siglato con Confindustria Emilia ha rappresentato un’evoluzione in tale ambito: aprendosi alla successiva adesione da parte delle aziende consociate, consente infatti di allargare il numero delle imprese interessate in quanto potenziali vittime, sensibilizzandole su una tematica ancora poco percepita e pertanto sottovalutata.

La collaborazione con enti esterni ha altresì ispirato l’azione del Compartimento sul piano della tutela delle fasce deboli (e nello specifico dei minori), giungendo alla sottoscrizione di un protocollo, unico nel suo genere, con l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna – Policlinico S. Orsola.

La polizia postale ricorda, infine, una serie di consigli utili.

Resistere, per esempio, al “fascino seduttivo” del monitor: non tutto quello che viene proposto on-line è corretto, non tutto quello che può essere visto è vero. Accade che vengano presentate offerte (occasioni imperdibili!) che tali non sono, anzi sono vere e proprie truffe. Per gli acquisti on-line è preferibile privilegiare i più noti siti di e-commerce che offrono servizi a tutela degli acquirenti. Usare prudenza nell’utilizzo e nella diffusione dei dati personali, provvedere puntualmente agli aggiornamenti dei sistemi operativi e degli antivirus, denunciare sempre l’accaduto in caso di ricatti sessuali o altro (tutto resta coperto dalla stretta riservatezza), e ricordare, infine, che la sicurezza in rete non è un problema solo del singolo, ma ha riflessi sulla collettività e va, quindi, “maneggiata” con grande attenzione.

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