Da Telemike al Rimini calcio Gianni, una vita di solidarietà

RIMINI. Esattamente 30 anni fa Giovanni Cancellieri, per tutti Gianni, sbancava Telemike su Canale 5 condotto dal mitico Mike Bongiorno. Il riminese vinse sei puntate consecutive presentandosi sulla materia: “La storia di Stefano Pelloni, detto il “Passator Cortese”. Strano che Gianni, nel frattempo diventato il “Ministro della solidarietà” del Rimini Football Club, e si è laureato in Scienze Religiose, abbia presentato come materia preferenziale la storia del brigante romagnolo, magari cortese, ma sempre brigante.

Comunque Cancellieri non molla, non lascia ma vuole raddoppiare mettendo nel mirino un altro quiz televisivo. Intanto ripensa a quella cavalcata vittoriosa su Mediaset. «Ho un grande ricordo di quella trasmissione, era tutto così ben organizzato e Mike Bongiorno era un grande professionista, pretendeva il massimo da tutti, spesso mi dava qualche frecciatina sul peso, sui miei piedi, io replicavo che lui era più anziano di me. Ora purtroppo Mike non c’è più, così come non c’è più mia mamma Alba che mi seguito in tutte le puntate».

Quanto durò quell’esperienza?

«Sette puntate, sei vittorie, portai a casa 379 milioni in gettoni d’oro. Con quella vincita ho comprato la casa in cui vivo a Rimini».

Lascia o raddoppia?

«Vorrei raddoppiare, mi piacerebbe partecipare ad altri quiz televisivi come The Wall, oppure Reazione a catena, è una gare a squadre, avendo già avuto l’esperienza di diversi casting so cosa può attirare la produzione, dicendo magari cose un po’ strane. Anche io l’ho fatto con Mike Bongiorno, ho detto che facevo il dog-sitter, un’altra volta ho fatto vedere che sapevo scrivere contemporaneamente sia con la destra che con la sinistra. Potrei dare lezione per superare le selezioni e potrei fare l’allenatore di una squadra che partecipa ai quiz. Farei il team manager come il mio mito, Adrian Ricchiuti».

Ha pensato con chi vorrebbe partecipare al quiz?

«Ci sarebbe una persona che non avrebbe alcun problema a superare le selezioni, una mia collega, ma partecipare ai quiz non rientra tra le sue priorità. Peccato perché per me vincerebbe».

Dai quiz al Rimini, dove si occupa di solidarietà. Tutto è nato con una sua donazione alla società di 30.000 euro quest’estate…

«Sì, ero convinto di partecipare all’azionariato popolare lanciato quest’estate da Giorgio Grassi, mi sono fatto avanti con 30.000 euro, invece Grassi ha preferito, con quei soldi, fare un’altra esperienza, aiutare chi è più in difficoltà. Mi ha chiesto se volevo far parte del progetto “Un altro calcio è possibile”, per me Grassi è un vincente ed ho subito aderito».

Dunque, quei 30.000 euro serviranno non per comprare giocatori, ma per fare solidarietà. Finora chi avete aiutato e chi aiuterete?

«Finora abbiamo devoluto un assegno all’Ant, che si occupa di seguire a casa le persone ammalate di tumore, poi Punto Rosa, Diabete Romagna e le associazioni animaliste, A-Mici di Soraya e Rifugio di Ulmino. Oltre al pulmino speciale, che si chiama Grabo, che serve per portare allo stadio le persone disabili. Vorrei ringraziare in particolare Enzo Rinaldi dell’associazione San Camillo che ha contributo a rendere possibile tutta l’operazione. Abbiamo in mente ora altre operazioni, perché ci sono altre realtà da aiutare da qui alla fine del campionato».

Contento che i suoi 30.000 euro siano andati in progetti concreti di solidarietà?

«Sono contentissimo, pur nei miei limiti, sia fisici che di esperienza».

Lei è impiegato dell’Agenzia delle Entrate, è vero che ha aiutato cittadini in difficoltà con il fisco?

«Nel mio lavoro vedo tante situazioni difficili, in due occasioni ho pagato io il debito del contribuente, in un’altra occasione abbiamo organizzato una colletta».

Cosa vorrebbe fare “da grande”?

«Sono laureato in Scienze Religiose, vorrei portare il Rimini dal Papa in primavera, a questa società serve una bella benedizione. Un altro mio progetto sarebbe quello di organizzare un quiz per i sordomuti: le domande le scrivo io, mentre dovrebbe esserci un’interprete dei segni, con risposte scritte su lavagnette».

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