Rimini, diseredato dal papà, rampollo ravennate a processo perché non paga gli alimenti alla ex

RIMINI. Il papà l’ha diseredato. La mamma ha “regalato” tutto il patrimonio, 18 immobili del valore attuale di alcuni milioni di euro, a un ordine religioso di suore. E così lui, dal 2011, anno della scomparsa della madre che lo aveva incaricato di vendere l’eredità che non era più sua, non è stato più in grado di pagare gli alimenti all’ex moglie, la donna all’origine di tutti i suoi “dispiaceri” famigliari.

L’antefatto

Correva l’anno 1990, ha raccontato in tribunale durante la sua audizione A.S., oggi 72enne, rampollo di una famiglia benestante del Ravennate, quando durante una vacanza a Santo Domingo ha conosciuto una bellissima ragazza, di 16 anni più giovane, innamorandosene seduta stante. Tanto da potarla in Romagna, avendo in testa un solo desiderio: sposarla. Intento che ha portato avanti anche quando il padre, senza mezzi termini, gli ha detto: «se la porti all’altare ti diseredo». Forse il figliuolo pensava in una boutade del genitore. Nel 1994, alla morte del papà, la scoperta che la minaccia era diventata realtà. Essendo lui figlio unico, il patrimonio automaticamente passò alla madre. Che ha ripetuto quanto fatto in precedenza il marito arrivando ad alienare anche la quota legittima spettante per legge al figlio. La donna, nel testamento aperto dopo la sua morte avvenuta nel 2011, ha lasciato tutto, come detto, a un istituto di suore. Questo ha costretto l’uomo ad intraprendere diverse cause per poter riavere quantomeno la parte che gli spetta secondo l’ordinamento italiano. Nessuna, però, secondo quanto detto al giudice, si è chiusa a suo favore.

Le note dolenti

Giustizia che non gli è stata, fino ad oggi, molto favorevole. Nel 2003, dopo la separazione dalla moglie, il tribunale civile di Rimini aveva fissato in 450 euro mensili la somma per il mantenimento della figlia. Somma poi salita a 780, quando la ragazza e la mamma erano state sfrattate. Denaro che ha smesso di versare, nel 2011, alla morte della mamma. Al giudice ha riferito di non essere più in grado, da quel momento, di far fronte ai propri obblighi di padre «ho una pensione di 500 euro» che per legge deve adempiere anche se la ragazza aveva superato la maggiore età, perchè non in grado di mantenersi da sola. Questo però non gli ha impedito di risposarsi con una messicana questa volta di 20 anni più giovane. Il processo è stato rinviato al 18 marzo per la discussione e la sentenza. Ultima annotazione. La prima moglie non si è costituita parte civile. A.S. è difeso dall’avvocato Cesarina Mitaritonna.

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