Insultò e minacciò il vigile che gli faceva la multa a Riccione. Chiede scusa e lo risarcirà

RICCIONE. «Signor giudice, chiedo scusa all’agente e sono pronto a risarcire il danno. Quel giorno ho perso le staffe perché in banca avevo appena pagato una grossa sanzione di Equitalia». Una stretta di mano ha così quasi del tutto chiuso il contenzioso giudiziario che vede alla sbarra un automobilista oggi 72enne. L’imputato, chiamato a rispondere del reato di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, ha affidato la propria difesa all’avvocato Paolo Ghiselli.

La storia

I fatti al centro dell’udienza, celebrata venerdì scorso davanti al giudice monocratico del tribunale di Rimini, sono avvenuti nel 2013. Quel giorno, come dichiarato durante la deposizione, l’imputato aveva una gran fretta e sarebbe stato in preda all’agitazione, perché di lì a poco avrebbe dovuto far fronte ad una scadenza di Equitalia. Ecco perché, quando ha parcheggiato l’auto nelle strisce blu, anzichè cercare il parcometro dove infilare le monete per pagare il parcometro, a passo spedito, si è incamminato verso la banca. Quando è tornato alla sua vettura, ha così trovato una coppia di agenti. Accertata la mancanza del tagliando, un vigile ha estratto il blocchetto, ed ha iniziato a scrivere la contravvenzione. Cosa che ha scatenato la reazione scomposta dell’automobilista. Dopo aver cercato di “bloccare” lo scritto in modi più o meno accettabili, è passato ad insultare il vigile urbano. Quindi, sbraitando sempre più forte, e salito in auto e nonostante l’agente avesse le mani sul montante, ha sbattuto lo sportello «rischiando di tranciarmi una mano», ha ricordato il vigili in aula, e si è chiuso dentro. La querelle, come detto, era terminata con la sua identificazione cui ha fatto seguito la denuncia per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

Pace fatta

L’altro giorno, quando i due si sono ritrovati faccia a faccia nei corridoi del tribunale dopo la deposizione dell’imputato, grazie anche al lavoro di mediazione dell’avvocato Ghiselli, c’è stata la stretta di mano pacificatrice. Ora basterà quantificare l’entità del risarcimento e l’automobilista bollente potrà beneficiare della cancellazione del reato. E.Ch.

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