RIMINI. C’erano tutti. Ma proprio tutti. Gli amici dell’asilo “Baldini”, i compagni delle scuole “Ferrari” insieme alla maestra Patrizia, quelli delle “Dante Alighieri”. C’erano le compagne di squadra della Pallavolo Viserba, i suoi zii, le sue zie, la cara nonna, i cuginetti. C’era Mara, la sua amica parrucchiera, le anime gemelle della mamma che in questo anno non l’hanno mai lasciata sola e c’erano soprattutto loro, i ragazzi della “Gang del Parco”. La mitica Gdp diventata la sua seconda famiglia. Martina, Anna, Giovanni, Giacomo… erano tutti lì per lei. Per dirle non addio, ma arrivederci. Anzi, ciao. Perché Mila «sarà sempre al nostro fianco. Magari non la vedremo più davanti a noi, ma sarà lì con il suo solito sorriso e con quel suo fare da casinara». Ieri mattina la chiesa di Santa Maria Maddalena, alle Celle, non è riuscita ad accogliere tutte le persone che hanno voluto partecipare al funerale di Mila Figueiredo Dos Santos, la ragazzina di 13 anni strappata alla vita da un male bastardo che l’aveva colpita nel settembre dello scorso anno.

Chi era Mila

Un mare di persone con le lacrime agli occhi, ma speranzosi che in questo preciso momento Mila è tra le braccia di Dio, in Paradiso, a far ballare e cantare tutta la schiera degli angeli. Perché Mila era così. Mila è così. Vita allo stato puro. E la “casa” che l’ha accompagnata in questo viaggio così speciale la rappresentava in tutto e per tutto: immensamente colorata del suo Brasile, con il Cristo di Rio sorridente, una scimmietta e il tucano. Perché nelle vene di Mila scorreva anche sangue verdeoro grazie a Flavio, il suo “pai”. Un Brasile che lei amava profondamente.

Il vescovo e la lettera

Ieri sull’altare insieme a don Giorgio che l’ha battezzata c’erano anche don Cristian e don Paolo suoi sacerdoti, don Roberto parroco di San Girolamo dove Mila ha ricevuto Comunione e Cresima e dove per tutto l’anno si sono incontrati gli amici per pregare Sandra Sabattini e il Vescovo Francesco che ha officiato le esequie. Durante l’omelia proprio monsignor Lambiasi ha letto una lettera di una delle amiche più care di Mila, Lucia (vedi box), e ha invitato tutti a non farsi la domanda: perché Dio permette tutto questo? «Perché Dio vuole solo il nostro bene, Dio è un padre premuroso. Dio è amore».

Il Vescovo si è poi rivolto anche a Valentina, la sua splendida mamma che per tutta la messa ha accarezzato il suo “angelo”. Al termine della celebrazione, dopo la benedizione, gli amici del parco hanno voluto leggere alcuni pensieri. «Grazie Mila per averci fatto capire quanto sia bella la vita» diceva uno di questi. Perché Mila, anche durante la malattia, non ha mai smesso di sorridere. Di credere. Spesso era lei che ti aiutava quando magari avevi un attimo di sconforto a guardare al futuro con gioia e speranza. Quella speranza che hanno avuto gli amici della GdP quando hanno lasciato liberi in aria i palloncini che hanno scortato la “casa” di Mila dalla chiesa al suo amato parco. A Dio piccolo angelo.

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