RIMINI. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rimini Vinicio Cantarini ha disposto l’imputazione coatta nei confronti di Leonardo Corbucci, amministratore delegato di Airiminum, la società di gestione dell’aeroporto “Federico Fellini” di Rimini. Accogliendo l’opposizione della parte offesa, Fabio Falsetti, presidente dell’Aeroclub di Rimini (assistito dall’avvocato Gianluca Brugioni).

Il Gip ha negato l’archiviazione richiesta dalla procura. Corbucci dovrà quindi rispondere delle accuse di violenza privata e minacce relativamente a un fatto accaduto in aeroporto il 14 giugno 2016, nell’ambito del braccio di ferro che i due soggetti, ai ferri corti per varie questioni legati alle attività dell’Aeroclub all’interno dello scalo, hanno in corso anche in sede amministrativa.

Quel giorno a Falsetti venne improvvisamente e senza preavviso disabilitato il badge di accesso all’aeroporto. «Addirittura mi ritrovai prigioniero all’interno». Erano spuntate agli ingressi dell’area affidate all’Aeroclub e in territorio sammarinese delle sbarre a controllo elettronico. Stando alla querela, Corbucci si sarebbe frapposto fisicamente per impedire il transito a Falsetti «perpetrando offese verbali accompagnate da azioni fisiche di sfida». Si tratta di spazi, stando alla tesi del presidente dell’Aeroclub, al di fuori della competenza di Corbucci in quanto destinati alla Repubblica di San Marino attraverso atti di affidamenti quarantennali e rinnovati nel tempo. La permanenza dell’Aeroclub sarebbe a sua volta garantita da accordi con il Titano. Per la procura non c’era dolo nell’atteggiamento di Corbucci in quanto convinto che l’occupazione fosse illegittima. Falsetti esprime la sua soddisfazione, soprattutto per la prospettiva di restare aperti. «Siamo riusciti a resistere: la cosa più importante è che la scuola non chiuda i battenti. Se la giustizia è dalla nostra parte, tutto sarà più facile». Falsetti quantifica i danni in mezzo milione di euro.

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