Rimini, “Se rivedi mia figlia ti taglio la gola”, papà musulmano minaccia un 14enne

RIMINI. Sorprende la figlia alla fermata dell’autobus assieme al fidanzatino quattordicenne, sgradito perché italiano e non musulmano, e lo minaccia di morte: «Per questa volta passi, ma se ti rivedo un’altra volta con lei ti ammazzo: non me ne frega niente di andare in galera». Parole durissime e definitive pronunciate qualche giorno fa, dopo l’ennesimo pedinamento, a distanza di sei mesi da quando avrebbe giurato una prima volta di tagliargli la gola «da un orecchio all’altro».

“Protagonista” della vicenda è un cittadino marocchino di 49 anni, residente in una località del Riminese (vengono omessi i dettagli che possano rendere anche indirettamente riconoscibili i minori coinvolti nella vicenda) che osteggia il legame di tenera amicizia tra i due ragazzini per ragioni religiose e culturali (è difeso dall’avvocato Alessandro Buscemi). C’è da chiedersi che cosa sarebbe accaduto se li avesse colti in un atteggiamento affettuoso invece che semplicemente seduti sulla stessa panchina in attesa del tram, senza neppure scambiarsi una parola.

È la domanda che si è posta la madre del ragazzino preso di mira, uno della zona, sconvolto dal drammatico faccia a faccia con l’adulto. La donna è corsa a raccontare tutto ai carabinieri e, ben presto, lo straniero è stato messo in condizione di non nuocere.

Su richiesta del pm Luca Bertuzzi, il Gip del Tribunale di Rimini Vinicio Cantarini ha disposto il divieto di avvicinamento nei confronti del minore. Dovrà stargli alla larga almeno trecento metri, pena l’arresto. Non potrà frequentare i luoghi dove aveva tentato di pedinare e spiare la giovanissima coppia: dalla scuola alla biblioteca. 

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