Cara sindaca, lo scriva che è donna

Cara sindaca Renata Tosi, lo so che non è il problema principale di Riccione. Lo so che ci sono temi ben più importanti a cui dedicarsi, che stanno molto più a cuore alle sue concittadine e ai suoi concittadini. Ma mi permetta, che brutti quei cartelli sui banchi della Giunta: “Renata Tosi Sindaco” o “Laura Galli Assessore”.

Non sarebbe più bello indicare che lei è SindacA (e Laura Galli AssessorA)? Da tempo sul Corriere insistiamo su questo tema, perché ci crediamo e perché crediamo che mai come in questo caso “repetita iuvant” (le cose ripetute aiutano). Perché non è un problema della lingua italiana, anzi la nostra grammatica prevede proprio la declinazione al femminile delle professioni, così abbiamo la maestra, l’infermiera, l’operaia, ecc… È solo un problema di abitudine e di uso comune. Per troppo tempo non siamo stati abituati ad avere donne che ricoprono il suo ruolo perciò è entrato nel linguaggio comune solo il termine sindaco al maschile. Ora che finalmente ci sono sempre più donne, scriviamolo il più possibile e ribadiamolo in ogni occasione che ci sono le “sindache”. Un martellamento continuo per far entrare nel linguaggio comune anche il termine al femminile. Perché, come sostengono gli esperti del linguaggio, se una cosa non viene menzionata non esiste. Finché parleremo genericamente di “sindaco” saremo sempre portati a immaginare un uomo in quel ruolo.

Mi rivolgo a lei, cara sindaca, perché amministra un Comune che ha una visibilità che va ben oltre i confini nazionali, quindi anche ogni suo piccolo gesto ha più risonanza. Sarebbe bello se si parlasse della Sindaca di Riccione per far capire da subito che si tratta di una donna, senza dover ricorrere al nome di battesimo per specificarlo. Avrebbe più forza.

Come ho premesso, ci sono cose ben più importanti e non voglio distrarla da quelle, ma qui si tratta solo di cambiare dei cartelli in consiglio comunale. Non toglie tempo ad altre questioni. Lei al massimo avrà perso due minuti per leggere il mio appello e io al massimo ho rubato dello spazio al mio giornale, ma posso permettermelo. La completa parità tra donne e uomini non si risolve con una parola, ma i piccoli segnali possono aiutare.

P.s. Se non vuole gravare sul bilancio del Comune (e quindi sulle tasche delle sue concittadine e dei suoi concittadini) per realizzare i nuovi cartellini, siamo pronti noi del Corriere a finanziare l’operazione.

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