Il senso di impotenza che non fa statistica

Il senso di impotenza che non  fa statistica

Chi è deputato a perseguire i parcheggiatori abusivi? I carabinieri? I poliziotti? Gli agenti di polizia municipale? Tutti e nessuno, almeno fino a quando non commettono reati. Chiedere una moneta in assenza di molestie o minacce non costituisce però reato. Poi ci sono casi come quello riferito ieri dal Corriere Romagna: una donna molestata in piazzale Gramsci per essersi rifiutata di pagare il parcheggio una seconda volta, oltre a quanto dovuto al Comune. La vittima ha chiamato il 113 ma all’arrivo della polizia i parcheggiatori abusivi se ne erano già andati. Quotidianamente se ne contano decine e decine nelle aree di sosta cittadine. Non fanno male a nessuno? Ni… Qualcuno è palesemente ubriaco, altri sono terribilmente insistenti, prepotenti, altri ancora arrivano a minacciare, più o meno velatamente. Perseguirli, lo ha argomentato più volte l’assessore alla Polizia municipale Jamil Sadegholvaad, è estremamente complicato se i cittadini non presentano una denuncia circostanziata contro chi li ha molestati. Per varie ragioni – paura di ritorsioni, mancanza di tempo, errata convinzione che non serva a nulla – non lo fa quasi nessuno, neppure la donna molestata venerdì dopo che la polizia era riuscita a identificare attraverso le telecamere chi l’aveva importunata. Il risultato è che i parcheggiatori abusivi continuano a svolgere un “lavoro” che non dovrebbe esistere, peraltro alimentando un racket e generando forte insicurezza nei cittadini che poi finisce per trasformarsi in intolleranza.

I parcheggiatori abusivi incarnano lo straniero tipo contro cui cresce giorno dopo giorno l’odio sociale. Danno ai riminesi la sensazione che le forze dell’ordine abbiano perso il controllo del territorio nonostante le statistiche raccontino che nella realtà i reati contro patrimoni e persone continuano a diminuire.

Perché devo pagare due volte il parcheggio? Perché deve averla vinta chi sta fuori dalla legge? Perché, per me che devo subire una minaccia, seppure non esplicitata, ogni volta che lascio in sosta l’auto, non fa niente nessuno? Sono percezioni che non fanno statistica ma che finiscono per sbriciolare il cemento, già vistosamente crepato, che tiene insieme una comunità.

Pattugliare piazzale Gramsci, i dintorni di Castel Sismondo, il parcheggio Tiberio o quello dell’ospedale, tenendo lontani gli abusivi, non migliorerebbe le statistiche sull’operato di polizia, carabinieri e vigili urbani, numeri alla mano ineccepibile, ma certamente renderebbe Rimini più vivibile per molti cittadini. Regalerebbe fiducia, soprattutto, e sarebbe già moltissimo. E magari farebbe apprezzare di più una città che in alcune parti sta oggettivamente diventando bellissima.

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