Cacciatore al castello degli Agolanti: a Riccione i cittadini hanno paura

RICCIONE. Un cacciatore con il cane al seguito è stato notato mentre, doppietta in pugno, si aggirava nella zona del castello degli Agolanti vietata alla caccia.

Il racconto

L’avvistamento risale alle 8.30 del mattino di ieri da una donna che era a spasso con il suo cane e ne ha dato notizia sul gruppo Facebook Come vorremmo la nostra Riccione. La riccionese racconta: «Il cacciatore aveva il fucile in mano, non so se fosse carico o scarico, ma appena mi ha vista ha cominciato ad allontanarsi velocemente». E aggiunge: «Vado tutti i giorni nella zona degli Agolanti, anche con i bambini, e abbiamo trovato molte cartucce vecchie nei campi dietro al castello e sentito degli spari. Ma cacciatori non ne avevo mai visti, anche perché presumo escano all’alba. Non vorrei che io, il mio cane o chiunque passeggia di lì, si beccasse una cartuccia». Un problema che, stando alle affermazioni di altri riccionesi, non riguarda solo la zona degli Agolanti: «A San Lorenzo cacciano a 100 metri dalle case. Arrivano i pallini delle cartucce sui terrazzi».

La sindaca

Renata Tosi spiega di non aver mai ricevuto prima, come amministrazione comunale, segnalazioni di cacciatori che non rispettano le regole. Ma è consapevole che il territorio riccionese è piuttosto limitato e il rischio che le doppiette arrivino a sparare a poca distanza dalle case esiste.

«La norma che regola la caccia è proposta dai Comuni ma viene approvata dalla Regione. Una situazione che ho ereditato, in base alla quale, ahimè, ai confini della città si può cacciare. Confidiamo nei prossimi mesi di riuscire a disciplinare meglio i luoghi di azione delle doppiette in maniera tale che non vi siano pericoli per i cittadini».

«Purtroppo – aggiunge la sindaca Tosi – ci sono confini, non a chilometri di distanza ma a pochissimi metri dalle abitazioni, che vanno disciplinati meglio, magari insieme alle stesse associazioni dei cacciatori».

Renata Tosi precisa anche che, a volte «si sentono degli spari “portati” dal vento e che, in realtà sono più lontani di ciò che sembra». Ma non nasconde che ci siano «cacciatori i quali, piuttosto che andare a stanare prede nell’entroterra, preferiscono il territorio riccionese. Ma non credo che sparare qui dia grande soddisfazione e si possano trovare i cinghiali». L’idea dell’amministrazione, insomma, sarebbe quella di limitare i confini riservati alle doppiette, specie nelle zone con un alto numero di residenti.

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