Rimini, ricatta la ex: “Ti lascio in pace in cambio di sesso e video hard”

RIMINI. Violenza sessuale, violenza privata, stalking e maltrattamenti. Sono le accuse con le quali è a processo un ventottenne latino-americano domiciliato a Rimini. L’imputato, che ieri in aula ha negato ogni addebito, da due anni ha il divieto di avvicinarsi alla sua ex compagna italiana, parte offesa nel processo (assistita dall’avvocato Flavio Moscatt). Secondo gli investigatori dietro la minaccia di diffondere su internet alcuni filmati che la ritraevano nuda e di portar via per sempre nel suo Paese di origine la figlia che avevano avuto insieme, lui la costringeva a sottostare ai suoi voleri anche dopo la fine della loro relazione sentimentale. Il ricatto prevedeva che lei avesse con lui due rapporti sessuali al mese e che continuasse a inviargli dei brevi video di autoerotismo. La donna, spaventata dall’atteggiamento aggressivo dell’uomo, e dal fondato timore che potesse mettere in atto i suoi propositi riguardo alle immagini a luci rosse e alla figlia, per un paio di anni ha accettato vessazioni e umiliazioni. Ogni due settimane si faceva violentare dall’ex: «Il tutto dura pochi minuti e non lo guardo neppure in faccia» riferì la donna ai carabinieri quando, consigliata da un’amica, decise di mettere fine alle angherie subite fino a quel momento.

Nell’ultimo periodo, per evitare di avere contatti fisici, “doveva” mandargli dei filmati hard. «Per non avere altri rapporti sessuali ero costretta a inviargli i video che lui mi chiedeva». Nei messaggi lei lo supplica di lasciarlo in pace. L’imputato, difeso dall’avvocato Andrea Muratori, ha negato maltrattamenti e violenze di ogni tipo. Lei, secondo l’uomo, sarebbe stata consenziente e per quanto riguarda i filmati sarebbe stata una iniziativa della donna. Lui si sarebbe limitato a chiederle di fare qualche scatto erotico «solo dopo aver scoperto che lei aveva già immagini di quel tipo sul telefonino». L’accusa è sostenuta dal pm Davide Ercolani. Sentenza a febbraio 2019.

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