RIMINI. «È scandaloso che la polizia di Stato a Rimini non abbia una strutturata idonea, funzionale, moderna. Non solo per rendere più efficiente il nostro lavoro, ma per il rispetto dei cittadini riminesi e di un milione e mezzo di turisti che a volte hanno bisogno di noi e non possiamo riceverli in garage fatiscenti trasformati in uffici». Ascoltato dai giornalisti a margine dell’assemblea nazionale dell’Anci in corso in città, il questore di Rimini, Maurizio Improta, torna sull’annosa questione della sede della questura, inserita nel Patto per la sicurezza firmato con l’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti. «Ce la sto mettendo tutta», aggiunge non sbilanciandosi su una data per il possibile trasloco, anche perché i ritardi non sono certamente imputabili alla polizia, ma semmai al Comune. Il questore, però, non punta il dito contro qualcuno, pur sottolineando come lui i patti li abbia rispettati. «Non si conosce la data di inizio e fine di qualche cosa, ma certamente qualcosa accadrà». Improta commenta anche la classifica sulle denunce di reati del Sole 24 Ore: «Bisogna saperla leggere», spiega. Tenendo presente da un lato le presenze turistiche. Comunque, prosegue, «c’è una diminuzione dei reati in genere», anche se sul 2017 pesa il «drammatico fatto di Miramare. Dobbiamo andare avanti su questa linea: non sottovaluto il problema», con la certezza che in settimana arriveranno 22 nuovi agenti che si aggiungono ai cinque già arrivati. E altri otto a gennaio. A conferma di «un’attenzione altissima verso la polizia di Stato di Rimini».

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