Obike, via tutte le bici dalle strade. Il Comune: «Ma non sarà un addio»

RIMINI. Obike. Entro ottobre tutte le biciclette del servizio di bike sharing a flusso libero saranno ritirate dalla strade. Ma non sarà un addio, si affretta ad annunciare il Comune. «La sperimentazione a Rimini è stata svolta con un servizio interamente a carico dei privati ma la sua valenza e le sue caratteristiche lo possono qualificare anche come un servizio di interesse pubblico che può essere supportato anche dall’amministrazione comunale». Tradotto: se dopo gli scontri in corso che hanno portato alle dimissioni di personaggi importanti come Andrea Crociani, Ad di Obike Italia, non nascerà una new co, il Comune di Rimini è pronto a mettersi in gioco in prima persona per continuare ad offrire il servizio di bike sharing. L’annuncio è dell’assessora alla Mobilità Roberta Frisoni nei giorni in cui, come da programmazione annunciata nelle scorse settimane, le biciclette nere ed arancione che per mesi hanno permesso a migliaia di turisti, in primis, di muoversi liberamente, verranno ritirate per essere portate in rimesse e sistemate.

Promosso dai turisti

Nel rendere noto il gradimento ma, soprattutto, i progetti futuri di Palazzo Garampi, l’esponente della Giunta Gnassi ha sottolineato perché il Comune reputa positiva la sperimentazione: «Nelle aree turistiche il flusso libero è probabilmente ancora più appetibile di altre aree/località perché i turisti vogliono avere la libertà di muoversi e girare e scoprire come vogliono girando in modo “erratico”». Coglie così l’occasione per spiegare cosa, secondo il monitoraggio eseguito l’estate appena trascorsa, serve per rendere ancora più efficiente e competitivo il servizio. Per prima cosa «bisogna lavorare per rafforzare e migliorare il servizio» partendo da quello che i fruitori hanno segnalato come il vero problema, «ovvero la distribuzione e raccolta delle biciclette che si potrebbe risolvere con aree dedicate alla riconsegna nelle zone strategiche». Frisoni ipotizza quindi che il bike sharing a flusso libero diventi una possibilità di mobilità da integrare con altri servizi di trasporto pubblico come gli autobus.

La svolta

Proprio le potenzialità intraviste e la scelta fatta da Bologna che ha già deciso comunque di andare avanti autonomamente con il servizio, spingono Rimini a valutare l’ipotesi a non fermarsi. «Abbiamo visto – sottolinea Frisoni – che anche tanti riminesi hanno utilizzato il sistema del bike sharing a flusso libero con prospettive molto interessanti per contribuire agli obiettivi del Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) di aumentare la quota di chi si sposta in bici, a piedi o con i mezzi pubblici».

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