“Ho un forte mal di testa”, ma l’imprenditore di Rimini muore dopo la visita

RIMINI. La Procura di Rimini ha aperto un’inchiesta sulla morte di un imprenditore riminese di 66 anni deceduto per un’emorragia cerebrale dopo che nei giorni precedenti era stato sottoposto a una visita medica in ospedale. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Si tratta di un atto dovuto dopo la presentazione di un esposto da parte dei familiari che chiedono alla magistratura di fare chiarezza sull’accaduto. Assistiti dall’avvocato Marco Lunedei, intendono capire se, con una maggiore attenzione, si sarebbe potuto riconoscere il problema eventualmente già in atto o almeno prevenirlo. Il pm Luigi Sgambati, al quale è stato affidato il caso, ha disposto subito dopo l’accaduto una autopsia, affidata al medico-legale Donatella Fedeli, ed è in attesa del deposito delle conclusione, prima di prendere altre determinazioni (i familiari si sono rivolti al dottor Pier Paolo Balli come consulente di parte). L’imprenditore, negli ultimi tempi, soffriva di forti emicranie accompagnate dal vomito. Il 26 agosto fu accompagnato in ospedale, ma al momento dell’arrivo dello specialista dormiva (aveva assunto un sedativo), condizione ritenuta rassicurante. Dimesso senza prescrizioni ebbe un’altra crisi nei giorni successivi (il medico di base gli consigliava antidolorifici) e l’1 settembre tornò in ospedale. Trasferito al Bufalini gli fu diagnosticata l’emorragia cerebrale. «Ormai è inoperabile». Morì una settimana dopo. Il sospetto dei familiari e che fosse già in corso al momento del primo ricovero. Il medico risponde penalmente solo se l’evento sotto accusa si è verificato per colpa da negligenza o imprudenza e quando si esula nell’esecuzione dalle linee guida.

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