Violentò una turista danese a Rimini, chiesto il giudizio immediato

RIMINI. Il pubblico ministero Davide Ercolani, ha chiesto il giudizio immediato per il 37enne venditore di rose del Bangladesh, che all’alba del 26 agosto scorso, ha violentato una turista danese di 26 anni che stava facendo ritorno in albergo. L’uomo, residente a Napoli, ma di fatto domiciliato a Rimini, dopo la reazione della vittima, si era dato precipitosamente alla fuga in bicicletta. Per sua sfortuna, però, a indirizzare le indagini verso l’autore del gesto è stato un cuoco appena uscito dal lavoro, cliente abituale di un bar di viale Regina Elena, zona dove è accaduto il fattaccio. «Ho assistito alla scena e so chi è quell’uomo: vende le sue rose qua attorno, l’ho visto anche dentro al bar».

La sera dopo, così, è stato organizzato un servizio di appostamento con due carabinieri in borghese, la ragazza e il cameriere che non hanno avuto alcun dubbio nel a riconoscere il bruto che, tra le varie cose, aveva anche gli stessi abiti portati durante l’aggressione. Da quel momento il bengalese si trova in carcere (attualmente è detenuto a Pesaro).

La legge consente al pubblico ministero titolare del fascicolo di chiedere il processo immediato se non sono ancora trascorsi 180 giorni dalla data di esecuzione delle misura cautelare. E qui siamo abbondantemente dentro i termini, visto che non è addirittura neppure trascorso un mese dalla sua cattura.

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