Addio a Vito Murgida, un “Babbo natale” per consigliere

Rimini

RIMINI. Ricordano tutti i suoi modi gentili, la passione, la disponibilità al dialogo, anche quando le idee erano comunque ben diverse. Ieri mattina ha chiuso gli occhi Vito Antonio Murgida, per anni protagonista della vita amministrativa riminese fra Msi, Alleanza nazionale e Forza Italia. Nel grande libro dei ricordi (“I politici locali”), compare per la prima volta nel 1980, come consigliere al Quartiere 5. Quindi in consiglio comunale nel 1985, 1990 e 1999. Nel 2004 ha lasciato polemicamente An per iscriversi a Forza Italia. Aveva 76 anni ed era nato a Vibo Valentia. I funerali sono celebrati questa mattina (ore 10), nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe al Porto.

Giuseppe Chicchi è stato sindaco quando Murgida sedeva nei banchi dell’opposizione ieri ha scritto su “Chiamami Città”: «Uomo tranquillo e fermo nelle proprie idee, ma disponibile al dialogo».

Samuele Zerbini ha condiviso con Murgida una parte di stagione politica, stando però in maggioranza. «L’ho apprezzato per i modi gentili e la passione per il bene comune, sempre ovviamente con idee ben diverse dalle mie. Mi dispiace molto e penso come ciò in cui crediamo e quello per cui lottiamo, debba essere necessariamente più grande di noi, affinché rimanga dopo di noi».

«Uomo buono, saggio e corretto – ricorda il senatore Antonio Barboni –. Un giorno mi confessò una sua grande aspirazione, diventare capogruppo e quando successe disse: Antonio, oggi sono un uomo felice. Una volta convocammo un consiglio di sabato sul Prg, arrivò vestito da Babbo Natale perché andava a portare i regali ai bambini».

Oltre alle battaglie condotte in aula, Murgida amava infatti travestirsi da Babbo Natale e ogni anno prima delle feste le sue visite negli asili e scuole dell’infanzia riminesi erano attese da centinaia di bambini. Famosa anche la sua passione calcistica per il Bologna, tanto da fondare il Club Forza Bologna del quale è stato presidente dal 1997 al 2005. Fra le battaglie in aula, celebri i suoi scambi di opinione con l’assessore ai servizi sociali Stefano Vitali ai tempi della chiusura del campo nomadi di via Portogallo. Per non parlare poi di quando propose (in maniera provocatoria) di ribattezzare via Giovanni XXIII (dove c’è la moschea) in corso del Profeta Maometto.

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