RIMINI. Duecentosettanta. E’ il numero dei creditori che chiedono di insinuarsi nel fallimento della Cooperativa muratori di Verucchio. 170 sono quelli che vantano crediti con la capofila, i restanti sono hanno avuto rapporti non con la Cmv ma con una vera e propria galassia di società più piccole facenti parte del sistema creato dal patron Sauro Nicolini. Questo numero sproporzionato di creditori rispetto allo standard riminese è la motivazione che ha spinto il tribunale fallimentare di Rimini a “spacchettare” ed esaminare in diverse udienze le varie posizioni per decidere chi avrà diritto o meno a vedersi riconosciuti i propri crediti.

Ultimi arrivati

L’aver diviso l’esame delle posizioni, ha già permesso a diversi soggetti che non avevano fornito tutta la documentazione necessaria, di integrare la documentazione e quindi di poter provare a giocarsi le proprie chance per vedersi riconosciuto almeno una parte del credito. Ritardatari che hanno trovato la piena collaborazione del curatore fallimentare della Cmv, il ragionier Ettore Trippitelli: il professionista, infatti, non ha opposto alcun ostacolo alle loro richiesta. Anzi, in diversi casi, è stato lui stesso a segnalare cosa mancava per l’istruzione della pratica. Tra gli ultimi arrivati ad aver presentato domanda ci sono diversi istituti di credito. Quello delle banche è una parte altrettanto spinosa di questa vicenda.

I creditori

Lungo e variegato l’elenco di quanti chiedono conto a Nicolini del suo operato. Il nome in cima alla lista dei creditori è l’Inps. L’ente previdenziale chiede il riconoscimento di oltre mezzo milione di euro di crediti, a testimonianza della ricaduta sociale del crac. Batte cassa anche il Comune di Verucchio (360mila euro) e la Cocif. La società cesenate, tanto cara ai tifosi della Rimini calcio quando al timone c’era il presidente Vincenzo Bellavista, è già stata ammessa al concordato. Il giudice gli ha riconosciuto per intero il credito vantato: 169mila euro. Un solo condominio, per fare un altro esempio, rivuole indietro 250mila euro di quote mai pagate.

Ultima annotazione

Lo “spacchettamento”, fanno notare curatore e diversi civilisti, è una prassi abituale in palazzi di giustizia come quello di Milano; un esempio che dà l’esatta dimensione della portata al crac della Cooperativa Muratori Verucchio. La prossima udienza è stata fissata per il 4 maggio quando dovrebbe essere chiuso l’esame di chi chiede conto dell’operato alla capofila.

Argomenti:

cmv

fallimento

rimini

tribunale

verucchio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *