RIMINI. Slot e videolottery potrebbero progressivamente sparire dai bar e dagli esercizi commerciali per essere “confinate” esclusivamente nelle sale gioco. Questa la prospettiva disegnata dal provvedimento messo a punto dal governo e dalle Regioni.

A Rimini, in provincia, ci sono 427 esercizi commerciali che hanno le slot al loro interno, gli ultimi dati indicano che nel 2015 sono stati spesi 600 milioni nel gioco d’azzardo, ovvero il 6 per cento del Pil provinciale, ovvero 1.769 euro a testa, ovvero 200 euro in più rispetto ai 1.583 del resto di Italia. Cifra questa che mette Rimini prima tra le province in Emilia Romagna, per importo speso nel gioco d’azzardo e quarta tra quelle in tutta Italia.

Forte del successo del primo bando, la Regione Emilia-Romagna duplicherà i fondi a disposizione degli esercizi commerciali che intendano rinunciare alla presenta di slot e macchine da gioco, portando lo stanziamento da 150.000 a 300.000 euro. Ad evidenziarlo è il governatore Stefano Bonaccini: «Il primo bando ha avuto successo, quindi dal prossimo anno raddoppieremo la cifra disponibile a 300.000 euro. E’ un modo concreto per sostenere quelle attività che decidano di rinunciare alle macchine da gioco», spiega il presidente dell’Emilia-Romagna, che, nel suo ruolo di numero uno della Conferenza Stato-Regioni, chiede che venga approvato presto un provvedimento di carattere nazionale, che stabilisca anche una serie di luoghi interdetti a questo tipo di attività.

Il testo regionale, di fatto, è già pronto e se ne discuterà a breve, conferma Bonaccini, in Conferenza Stato-Regioni: «Le leggi da sole non bastano, ma possono dare una mano a mettere in campo provvedimenti interdittivi». A Rimini, lo scorso anno, hanno aderito alla campagna “Free Slot” una ventina di esercizi commerciali. Non solo, dal governo si stanno muovendo per mettere a punto un’ulteriore arma. «Si tratta di un provvedimento articolato in molti passaggi – ha spiegato il ministro degli Affari Regionali, Enrico Costa, a margine delle presentazione di un’indagine realizzata da Nomisma nei giorni scorsi sulla diffusione del gioco d’azzardo tra gli adolescenti – ci sarà una riduzione dei punti di gioco, delle macchine, con una prospettiva di arrivare a confinare certe situazioni in luoghi deputati». Insomma, ha puntualizzato il ministro, «gli esercizi generalisti devono dedicarsi ad altro e non a coltivare queste abitudini».

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