RIMINI. Non ha avuto nemmeno la forza di gridare. È rimasta paralizzata dalla paura e fino a sera non è riuscita a raccontare che “l’amico di famiglia” aveva abusato sessualmente di lei, una bimba di appena sei anni, infilandole le dita nelle parti intime mentre si trovavano assieme in macchina con altre tre persone, fra le quali il padre.

Ma nessuno si è accorto di nulla. Solo più tardi, rispetto al momento in cui si è consumata la violenza, la mamma ha visto che la piccola aveva i pantaloni sporchi di sangue. Alla richiesta di spiegazioni la bimba ha puntato il dito contro il responsabile, un 31enne di nazionalità straniera, che poco dopo è stato arrestato dalla polizia.

L’accusa nei suoi confronti è di violenza sessuale, aggravata dal fatto che la giovane vittima ha meno di dieci anni. Questa mattina comparirà davanti al gip per la convalida. Rischia fino a 14 anni di carcere.

La brutta vicenda è accaduta nel pomeriggio di giovedì. La bimba, insieme con il padre, il cugino e due amici dei genitori tra cui il 31enne, era andata a fare la spesa per acquistare cibo e bevande per la cena. Tornando verso casa, nel Riminese, la bimba era seduta sul sedile posteriore dell’auto insieme al cugino e allo straniero che stava in mezzo. Il padre della piccola guidava e sul sedile passeggero anteriore c’era l’altro amico. Secondo la ricostruzione, il 31enne sarebbe riuscito ad agire indisturbato. Ha infilato la mano sotto ai pantaloni della bambina e l’ha penetrata con le dita fino a provocarle delle lesioni. Lei è rimasta pietrificata, non ha reagito. Solo verso sera la mamma si è accorta delle macchie di sangue sui pantaloni e sulle mutandine. Quando ha controllato meglio la figlia ha visto che le tracce ematiche provenivano dalle parti intime e le ha chiesto cosa fosse successo. La bimba non ha avuto esitazioni: ha indicato il 31enne, raccontando quanto accaduto nel pomeriggio, al ritorno dal supermercato. La preoccupazione dei genitori a quel punto è esplosa in rabbia e il padre della piccola ha preso a pugni l’uomo responsabile del gravissimo atto. La mamma nel frattempo ha chiamato la polizia e, per evitare che il 31enne fuggisse, lo hanno trattenuto il papà della vittima e l’altro amico.

In tarda serata la bambina è stata portata all’ospedale Infermi di Rimini e il referto medico ha confermato la violenza subita, risultando evidenti le lacerazioni. In un primo momento, vistosi alle strette di fronte alle dichiarazioni della piccola, lo straniero ha provato a negare di averle fatto del male. La polizia ha prelevato all’uomo dei campioni di tessuto sotto le unghie per accertare se appartengono alla bambina. Gli indumenti della piccola sono stati sequestrati così come la macchina; la polizia scientifica effettuerà dei rilievi sul sedile posteriore per cercare eventuali tracce che confermino la versione resa dalla bambina e cioè che la violenza si è consumata in auto. Il 31enne si trova in Italia senza fissa dimora e in passato aveva già avuto problemi con la giustizia. Nel 2015 risulta sia stato ospite di Casa Madiba ma gli stessi attivisti del centro sociale lo avevano allontanato per via del suo comportamento a volte aggressivo e irrispettoso, legato anche all’eccessivo consumo di alcol. L’arresto è stato disposto dal sostituto procuratore Davide Ercolani ed eseguito dagli agenti della Squadra mobile nella tarda serata di giovedì. Questa mattina è attesa la convalida. La bimba sarà seguita da un team di psicologi e assistenti sociali per cercare di farle superare l’orrore di queste ultime ore.

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