Detenuto e papà, festa anche in carcere

Rimini

RIMINI. Una festa speciale quella organizzata oggi nella Casa circondariale, dove i papà reclusi avranno la possibilità di incontrare e scambiarsi i doni con i figli. Un momento voluto dal Comune, dal garante dei detenuti, Ilaria Pruccoli, e dalle associazioni che si occupano di attività sociali in carcere: “Madonna della carità” e “Papillon”.

La festa è il momento conclusivo di una serie di laboratori artigianali nei quali i detenuti hanno sviluppato competenze artigianali utili per la preparazione dei regali da donare ai figli in visita. Si tratta di cornici realizzate in carcere, che conterranno pensieri e poesie scritti dai detenuti nel corso di un altro laboratorio svolto in carcere insieme alle educatrici del Centro per le Famiglie. Ai laboratori hanno partecipato una ventina di papà.

L’Associazione Papillon invece cura la ricezione dei figli, ai quali verranno consegnate le magliette con la scritte “papà ti voglio bene” da consegnare ai papà. La festa si svolgerà nella nuova ludoteca, una stanza adiacente alla sala dei colloqui in cui i bambini possono giocare e avere un momento di svago quando vengono a trovare i papà in carcere, arredata e abbellita dai lavori dei detenuti. «Essere papà e genitore è un legame più forte di qualsiasi sbarra» ha detto il vice sindaco Gloria Lisi.

Papà festeggiati anche all’unità operativa di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale “Infermi” grazie all’impegno della onlus “La Prima Coccola” composta da genitori di bimbi che sono stati ricoverati e curati proprio in Tin. I volontari porteranno il loro personale augurio ai papà presenti in reparto e per rimarcare il loro importante ruolo in queste occasioni. Sono infatti i primi a entrare a contato con i piccoli prematuri quando ancora la mamma è impossibilitata a muoversi.

Nei prossimi giorni verrà inoltre presentata una convenzione stipulata dalla onlus con l’Associazione Albergatori, per andare incontro alle esigenze delle famiglie che hanno bimbi ricoverati in Tin.

L’impegno dell’associazione va avanti da anni. Anche a suon di donazioni. Basti ricordare i due bilirubimetri, apparecchiature in grado di misurare, senza dolorose punture, alcuni parametri del neonato legati alla presenza di possibili malattie; una telecamera per monitorare bambini prematuri all’interno delle incubatrici; due aerosol, ciucci specifici per prematuri; materiale per allattamento e scalda biberon. Alle attrezzature si aggiungono iniziative per lo sviluppo tecnico-scientifico del reparto, a partire dall’ausilio all’accreditamento professionale della Unità operativa attraverso la certificazione professionale Nidcap. Sempre “La Prima Coccola” copre la retribuzione della dottoressa Elisa Facondini, psicologa del reparto.

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