Ravenna, ferroviere “al lavoro” in malattia, assolto

RAVENNA. Aveva la “fissa” per la sicurezza, tanto da rimproverare spesso il datore di lavoro sull’esigenza di più controlli lungo binari e sul materiale rotabile. Una solerzia con cui un ferroviere, da anni dipendente delle Ferrovie dello Stato e di stanza allo scalo merci di Ravenna, si era guadagnato una certa antipatia fra i superiori. Così, quando è rimasto vittima a sua volta di un infortunio sul lavoro, qualcuno lo ha creduto capace di “inventarsi” dolori tali da richiedere mesi di malattia. Un investigatore privato al soldo delle FS ha fatto il resto, alimentando i sospetti e fornendo una relazione che alla fine ha portato a processo il lavoratore per truffa aggravata ai danni dell’ente pubblico. Una presunta finta malattia costata 11mila euro all’Inps, che si era costituita parte civile, salvo poi rinunciare dopo la richiesta di assoluzione presentata ieri anche dalla Procura. Alla fine per il lavoratore, un 47enne del Faentino difeso dall’avvocato Nicola Montefiori, l’incubo di è concluso ieri con l’assoluzione.

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