Il finto “santone” davanti al giudice a Ravenna. Oggi l’interrogatorio

RAVENNA. È atteso per oggi l’interrogatorio di garanzia nei confronti di Antonino Costagliola, il 55enne di origini palermitane che da anni si spacciava per “guru”, raccogliendo nella sua abitazione di Punta Marina una corposa rete di fedelissimi clienti, convinti delle sue soprannaturali capacità curative. L’uomo, difeso dall’avvocato Giovanni Scudellari, si trova nel carcere dell’Ucciardone, a Palermo, dopo l’arresto avvenuto venerdì a Balestrate dove si era recato in visita ad alcuni parenti. Su di lui pesano le accuse di truffa aggravata continuata e di violenza sessuale nei confronti di una cliente.

Le pressioni su una delle vittime

È il giudice per le indagini preliminari, Janos Barlotti, a motivare nelle 90 pagine dell’ordinanza la necessità della custodia cautelare, ritenendo «assolutamente necessaria quella estrema», così come richiesto dai pm Alessandro Mancini e Angela Scorza. Il magistrato individua tra i pericoli previsti per poter disporre il carcere, la reiterazione del reato e l’inquinamento delle prove. Proprio quest’ultimo rischio era già emerso durante le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo, che sentendo gli adepti del “santone” (almeno 25 quelli rintracciati analizzando circa 40mila chat telefoniche) avevano notato un’evidente reticenza nel descrivere le caratteristiche di quelle “cure” da 25/30 euro ogni mezz’ora. «Erano talmente dipendenti da lui – scrive il gip – da chiedergli persino quali persone potevano o non potevano frequentare o come dovevano comportarsi in famiglia, sul lavoro, negli affari e persino a letto, talvolta rendendogli conto finanche dei propri bisogni fisiologici».

L’avvocato compiacente

Fra le vittime di questa «succubanza psicologica» un ruolo chiave lo esercitavano una dottoressa e un’avvocatessa, a sua volta clienti del 55enne. Il legale inizialmente aveva seguito Costagliola quando gli uomini dell’Arma erano entrati nel suo studio, lo scorso dicembre. Tutelava per questioni di carattere familiare anche un’altra cliente del sedicente mago, la stessa che sentita più volte dai carabinieri alla fine ha ammesso di essere stata vittima di abusi sessuali. Sapendo che la donna sarebbe stata interrogata dagli inquirenti, il legale si era raccomandato di non riferire nulla, né degli abusi sessuali né delle sedute esoteriche praticate dal 55enne, perché avrebbero potuto compromettere la sua potestà genitoriale. Si era anche preoccupato di registrare tale conversazione, rinvenuta poi dagli inquirenti nel cellulare del “santone”.

D’altronde l’avvocatessa doveva sentirsi particolarmente coinvolta nella vicenda: assieme al marito era stata anche invitata alle sedute esoteriche tenute a Punta Marina. Una di queste – secondo il mago “Nino” – serviva per liberare da tre demoni proprio la donna che avrebbe potuto denunciarlo per gli abusi subiti.

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