Ravegnana, coinvolto lo studio che sta lavorando sul crollo del Ponte Morandi a Genova

RAVENNA. Confermata la riapertura entro l’estate della Ravegnana, chiusa dalla fine ottobre in seguito al cedimento della chiusa di San Bartolo sul Ronco, crollo costato la vita al tecnico Danilo Zavatta intervenuto per ispezionare la struttura. Entro febbraio verrà approvato il progetto definitivo per consentire la riapertura della strada che collega Ravenna a Forlì. Entro aprile dovrebbe aprire il cantiere. Per quanto riguarda l’analisi geotecnica dell’opera la Regione si è avvalsa dello studio Enser, lo stesso che sta lavorando sul crollo del Ponte Morandi a Genova e sugli interventi sul torrente Polcevera.

Per la riapertura della Ravegnana previsto un investimento della Regione di 3 milioni di euro. Fondi che si aggiungono ai 460.000 euro destinati alle prime opere di messa in sicurezza, già concluse, e ai rilievi tecnici sulle condizioni dell’argine del fiume. Il programma dei lavori, come illustrato questa mattina alla stampa dal sindaco Michele De Pascale e dall’assessore regionale alla Protezione civile Paola Gazzolo, prevede l’eliminazione delle infiltrazioni, il consolidamento degli argini, il ripristino della funzionalità idraulica della chiusa e il ponte. Si tratta, precisa la Gazzolo, di “una strada vitale per i cittadini, il sistema economico e l’intero territorio ravennate e romagnolo”.

Dopo il crollo e il sequestro della centrale idroelettrica da parte dell’autorità giudiziaria, erano immediatamente partiti gli interventi dal 28 ottobre, poi le indagini e i rilievi che confermavano le condizioni di criticità del sottosuolo hanno portato alla chiusura. Attualmente è in corso la seconda fase di messa in sicurezza, durante la quale saranno isolate le infiltrazioni d’acqua sotto l’argine. Il progetto generale, una volta acquisiti i pareri di Anas, Enel, Consorzio di bonifica Romagna, Comune, Sovrintendenza e Arpae, sarà approvato entro il mese. 

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