Faenza, al Parco Bucci salvata da morte certa una testuggine appena nata

FAENZA. Lieto e strano evento al parco Bucci dove solo per caso si è riusciti a salvare da morte certa un neonato esemplare di testuggine palustre europea (Emys orbicularis). Un evento fuori stagione per una specie rara, la cui nascita in un parco «è eccezionale, mai documentato prima» afferma il veterinario Fabio Dall’Osso, che segue la fauna dell’area verde protetta. La piccola è stata individuata da un volontario durante un giro di sorveglianza. Era su un vialetto e solo un attento colpo d’occhio ha reso possibile il recupero senza che venisse calpestata, come poteva capitare accidentalmente, oppure predata da un altro animale.

«La palustre europea – continua Dall’Osso – fu introdotta volontariamente da Roberto Bucci ed è la testuggine più rara in assoluto in natura in Italia, la specie più pregiata fra quelle che ci onoriamo di ospitare. Il fatto che si sia riprodotta con successo costituisce indubbiamente un motivo di grande orgoglio per tutti noi ed un vanto per il parco. Si differenzia dalla testuggine americana per le dimensioni, più piccole, e per i puntini gialli sul collo, anziché striature rosse, mentre il carapace è nerastro verdognolo. Un tempo era abbastanza diffusa in natura quasi dappertutto in Europa, ma poi la progressiva distruzione del suo habitat l’hanno resa poco comune. Alla sua scomparsa da fossi e stagni ha contribuito anche l’introduzione della specie americana, più robusta e sua rivale. Attualmente la Palustre europea è super protetta».

I nostri nonni nelle zone umide del Ravennate la chiamavano “bèscia galèna” (biscia gallina) per via del becco coriaceo. La piccola nata è poco più grande di una moneta da un euro e probabilmente era uscita dal nido dove stava svernando, risvegliata dalle miti temperature della scorsa settimana.

«Di solito – spiega il veterinario – le nascite avvengono in agosto-settembre, quindi è sorprendente il ritrovamento a gennaio. Ma può succedere che dopo la deposizione delle uova queste si schiudano solo dopo l’inverno, oppure se la deposizione avviene in stagione inoltrata, i piccoli nascono e restano sotto terra in una sorta di letargo attendendo i primi tepori prima di uscire. Sono animali che non esplicano cure parentali: la madre abbandona le uova subito dopo averle deposte non occupandosi della prole».

Il piccolo esemplare non sarebbe sopravvissuto da solo, perciò è stato immediatamente affidato alle cure del Centro recupero avifauna selvatica di Bologna che lo riconsegnerà alla gestione del Parco Bucci, affidata all’associazione “Piccola oasi Lilly e i vagabondi” quando le temperature si saranno alzate.

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