Racket del “caro estinto”, Aser Ravenna: più controlli

RAVENNA. Marizio Rossi, amministratore delegato di Aser, interviene sul “racket del caro estinto”, l’inchiesta che a Bologna ha portato alla luce episodi di malaffare facendo registrare svariate misure cautelari. “Come azienda di onoranze funebri a controllo pubblico, ci pare opportuno intervenire sul tema con alcune considerazioni: che non si riferiscono alla realtà ravennate ma possono essere estese anche al nostro territorio. Come evitare che possano presentarsi fenomeni come quelli scoperti a Bologna? Grazie ad un’azione costante di controllo da parte degli enti che gestiscono i luoghi in cui si registrano i decessi o i contatti per le sepolture: le Asl (per quanto riguarda gli ospedali), gli enti che si occupano delle camere mortuarie (come Azimut a Ravenna e Ausl a Faenza, per fare gli esempi locali), ma anche i responsabili delle strutture private, come case di cura o di riposo. E’ importante che queste realtà prestino costante attenzione alle attività del loro personale preposto al contatto con i parenti dei defunti, per verificare che non si presentino situazioni irregolari. Come Aser, valuteremo positivamente qualunque procedura volta a migliorare i controlli in queste occasioni. Ed è altrettanto importante che si diffondano sempre più corrette procedure di trasparenza, anche stimolate dal personale di cui sopra. In occasione della scomparsa di un familiare, ci sono strutture che consegnano ai parenti un modulo con l’elenco di tutte le agenzie di pompe funebri esistenti sul territorio: toccherà poi a loro effettuare la scelta. Questa ci pare la procedura corretta, da diffondere quanto più possibile, per scongiurare rischi di corruzione ed evitare che si creino le situazioni malavitose purtroppo registrate anche nella vicina Bologna”.

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