Faenza, dal tribunale una speranza per la chiesa dei Servi

FAENZA. Un tesoretto di 2 milioni 624.265,50 euro, oltre agli interessi di legge è in stand by e potrebbe presto entrare definitivamente nelle casse del Comune, utilizzato per il recupero della chiesa e convento dei Servi. Bisognerà attendere il completamento dell’iter giudiziario al momento fermo al primo grado, con sentenza n° 2042/2018 del Tribunale di Bologna – quarta sezione civile – che si è pronunciato a favore dell’amministrazione manfreda. Si tratta della causa intrapresa dal Comune nel 2014 contro la Banca Intesa Infrastrutture e Sviluppo ora Intesa Sanpaolo S.p.A. con la quale nel 2005 era stato stipulato un contratto finanziario derivato di tipologia Interest Rate Swap, seguito da una rinegoziazione nel 2006.

«Da una nostra revisione – spiega l’assessora Claudia Zivieri – risultavano elementi di poca trasparenza e presenza di oneri non esplicitati dalla Banca che ci inducevano a chiedere al Giudice la nullità delle operazioni in derivati». Il ricorso per vie legali del Comune è scaturito nella citata sentenza che condanna la Banca a versare la cifra milionaria, se ovviamente non vi saranno appelli. Del potenziale “tesoretto” si è parlato nell’ultimo consiglio comunale che ha votato un Ordine del giorno in cui si impegna la giunta a destinare l’entrata, qualora diventasse definitiva, al recupero della chiesa «luogo simbolo della città, inclusi i locali prospicienti il chiostro, il chiostro stesso, avendo premura di valorizzare le esigenze della Biblioteca Manfrediana».

La vicenda

In questi anni il Comune di Faenza si è interessato più volte all’immobile e al suo destino ma, «mancando i fondi – spiega Zivieri – ci si è dovuti fermare ad uno studio di fattibilità da proporre alla Soprintendenza, e utile a stimolare un confronto con soggetti terzi interessati ad un’acquisizione previo recupero. La Soprintendenza ci ha dato l’ok, ma nessuno finora si è interessato ad un investimento. Quindi se i soldi della sentenza diventeranno disponibili, sarà il comune stesso a farsi carico dei lavori. Fin da ora il nostro impegno è di attivarci per individuare e progettare soluzioni e futuri utilizzi di quei locali». La priorità è di soddisfare le esigenze della biblioteca (sala ragazzi soprattutto) ma «essendo l’immobile di notevoli dimensioni – continua l’assessora – ci prefiguriamo anche altri utilizzi, soprattutto dedicati alla ceramica e ad attività ad essa connesse come il restauro, le conferenze». L’obiettivo dell’ordine del giorno è dunque improntato a non farsi trovare impreparati all’eventuale disponibilità di fondi, in modo da iniziare subito i lavori.

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