In 2mila ieri a Ravenna, e altrettanti oggi, per 5 posti da operatore socio-sanitario

RAVENNA. Il concorso per l’assunzione di cinque operatori socio-sanitari (Oss) è stato letteralmente preso d’assalto. In circa 4mila hanno scelto di partecipare alla selezione per poter accedere al tanto agognato contratto a tempo indeterminato. La prima prova si è tenuta ieri al Pala de Andrè di Ravenna. Si tratta del primo concorso per Oss indetto dall’Ausl Romagna.

La graduatoria

«Per tanti lavoratori il concorso si presenta come una grande opportunità – commenta Claudio Laghi della Fp Cgil di Ravenna –. Gli operatori socio-sanitari rappresentano una figura professionale molto importante a sostegno del personale infermieristico. Sono presenti in molteplici attività. Si possono trovare impegnati al Pronto Soccorso come nei reparti di Medicina e Chirurgia e altri ancora. Il concorso permetterà di stilare una graduatoria da cui poi si potrà attingere oltre i 5 posti stabiliti. Naturalmente per i vincitori si prospetta un’assunzione di ruolo; per gli altri che supereranno le prove, ed entreranno così in graduatoria, ci sarà la possibilità di venire chiamati per incarichi a tempo determinato».

A Rimini 12mila infermieri

Laghi spiega che al concorso possono partecipare persone da ogni parte d’Italia: «Mi rendo conto che 4mila aspiranti rappresentano un numero che fa decisamente scalpore. Ricordo, però, che qualche mese fa l’Ausl Romagna ha indetto un concorso per infermiere. La selezione avvenne a Rimini e in quel caso si superarono i 12mila pretendenti».

La figura dell’Oss è stata introdotta dall’Ausl nel 2007; prima di allora non aveva riconoscimento. «Nel 2007 si decise di avviare, con la condivisione dei sindacati, l’internalizzazione di questa figura – commenta ancora Laghi –. Per diventare operatore socio-sanitario occorre frequentare dei corsi previsti dai Centri di formazione professionale, in alcuni casi finanziati dalla Regione. Una svolta per questa figura professionale è arrivata nel 2017, quando c’è stato il pieno riconoscimento degli Oss grazie a una legge dell’allora ministro Lorenzin. C’è da dire che questa figura è molto presente soprattutto nelle strutture sanitarie del Centro-Nord Italia, in meridione sono molto meno presenti».

In cerca di stabilità

Ma chi sono gli aspiranti Oss? «Nella maggior parte dei casi si tratta di persone che già lavorano come operatori socio-sanitari – conclude Laghi –. Molti sono impegnati nelle cooperative sociali che garantiscono servizi assistenziali sul territorio. Potrebbero avere contratti part-time o a tempo determinato e vedono nel concorso dell’Ausl una grande opportunità per trovare una stabilità professionale».

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