Fanghi casse di colmata, a Ravenna condannati Di Marco e due amministratori Cmc

RAVENNA. Letteralmente, una montagna di fanghi. Quasi 3,2 milioni di metri cubi, scavati per lo più dal fondale del canale Candiano e “parcheggiati” per anni in otto casse di colmata. Rifiuti speciali lasciati oltre i termini concessi, trasformando quei punti di stoccaggio in discariche abusive.

È questa la chiave di lettura della sentenza che ieri mattina ha condannato l’ex presidente di Autorità Portuale Galliano Di Marco a 16mesi e 14mila euro di ammenda, e due ex amministratori della Cmc, l’allora amministratore delegato Dario Foschini (9 mesi e 10mila euro) e il consigliere del cda Maurizio Fucchi (9 mesi e 9mila euro). 
Per il giudice Federica Lipovscek dovranno rispondere in solido «al recupero e allo smaltimento dei fanghi di dragaggio presenti all’interno delle casse di colmata» e al ripristino dello stato dei luoghi. A questa la condizione potranno beneficiare della sospensione della pena. 

Sono stati invece assolti «per non aver commesso il fatto» gli altri tre imputati: i vertici di Sapir, proprietaria dei terreni, nelle persone dell’ex presidente Matteo Casadio e dell’ex ad Roberto Rubboli, ma anche il presidente della cooperativa Muratori e Cementisti Alfredo Fioretti, in carica dal 2017.

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