Cmc Ravenna, vertice fra tre ministeri per sbloccare i soldi dell’Anas

RAVENNA. Tre ministeri mobilitati per la risoluzione della crisi Cmc e delle aziende del ramo costruzioni. All’inizio del prossimo mese di febbraio verrà insediato un tavolo di settore a cui prenderanno parte oltre al ministero dello Sviluppo economico, anche il ministero dei Trasporti e il ministero del Lavoro che, insieme a sindacati e associazioni di settore, esaminerà le possibili soluzioni da mettere in campo. Primo punto all’ordine del giorno: cercare di risolvere la partita fra Anas e la cooperativa ravennate, che prevede un contenzioso milionario e che attraverso una mediazione potrebbe portare nelle casse di via Trieste liquidità in questo momento strategica per la continuità aziendale.

Luce in fondo al tunnel

L’incontro di ieri a Roma, coordinato dal vice capo di gabinetto di Di Maio, Giorgio Girgis Sorial, è stato partecipato e a quanto pare produttivo. Da un lato l’impegno del Ministero dello Sviluppo Economico che – di fronte ai rappresentanti della cooperativa ravennate, degli advisor, dei commissari e delle rappresentanze sindacali, oltre che dell’assessore alle Attività produttive dell’Emilia Romagna, Palma Costi – ha garantito il massimo impegno sulla vicenda. Dall’altro l’ottimismo di Cmc, che chiederà la proroga dei tempi per la presentazione del piano finanziario dei commissari – che quindi non sarà pronto entro la prima scadenza del 4 febbraio, ma richiederà lavoro fino alla termine ultimo del 4 aprile – ma che a Roma ha dichiarato «l’intenzione di redarre un piano di continuità aziendale». L’analisi dei conti compiuta dai commissari, quindi, fino ad ora fa presagire ad una possibilità ancora concreta di salvare l’azienda.

Viene inoltre confermata, da parte del colosso delle costruzioni, la volontà di fare istanza per la cassa integrazione straordinaria. La richiesta coinvolgerà tutti i lavoratori della sede e gli occupati dei vari cantieri in Italia e verrà applicata, soppesando costi e benefici di ogni sito, in base alle esigenze economiche.

«Si è parlato anche dei due cantieri in Sicilia, e l’azienda ha marcato la propria attività per dare continuità e per effettuare i pagamenti arretrati ai lavoratori di quella realtà – spiega il referente ravennate della Filca Cisl, Maurizio Bisignani – . Ora molto è legato alla redazione del piano. Registriamo un impegno da parte di tutti, ma la situazione è critica». «Lavoreremo perchè la continuità tuteli attività aziendale e occupazione – conferma il segretario della Fillea Cgil, Davide Conti -. E’ emerso come questa crisi è strutturale di tutto il comparto costruzioni italiano, per questo i lavoratori del settore saranno mobilitati il 15 marzo».

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