Testamenti falsificati per l’eredità a Ravenna, condannato uno dei nipoti

RAVENNA. Due anziane zie decedute senza figli, due nipoti di una certa età e una casa da spartire in eredità sulla base delle ultime volontà delle due signore. Un lascito che, tra testamenti, postille e codicilli, ha cambiato destinatario ben cinque volte. Alla fine l’unico erede sarebbe stato uno dei due cugini, un 73enne ravennate. Non fosse, però, per un esposto presentato dalla cugina dell’uomo, tagliata fuori dal lascito, che ha intentato una causa civile nei confronti del parente, portando parallelamente all’apertura di un fascicolo penale per una presunta falsificazione dei testamenti. Ieri la vicenda si è chiusa con la condanna dell’uomo a 10 mesi con pena sospesa. La Procura aveva chiesto un anno e quattro mesi alla luce del capo d’imputazione, che contestava all’uomo sia il falso in atti pubblici, sia di aver contraffatto o incaricato altre persone di preparare versioni alternative alle ultime volontà manoscritte, per sottrarre tutto il patrimonio agli altri potenziali beneficiari.

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