«Asfalto senza strisce dopo i lavori: via Trieste è pericolosa»

RAVENNA. Sale dai banchi dell’opposizione l’allarme per la pericolosità di via Trieste, rimasta priva di segnaletica orizzontale a causa dei lavori in corso in questo periodo di fitta nebbia.

Niente linee sull’asfalto nuovo

«I recenti lavori di manutenzione alla pavimentazione di via Trieste, nel tratto di competenza dell’Anas, hanno determinato maggiori rischi per i ravennati che la percorrono – afferma Veronica Verlicchi, capogruppo de La Pigna –. Diversi cittadini ci hanno segnalato che la strada, oltre ad essere priva di illuminazione, non presenta l’obbligatoria linea di mezzeria e di delimitazione dei bordi della carreggiata. Questo, unito al buio e alla nebbia, la rende molto più pericolosa di quanto non lo fosse già, come i gravi incidenti del recente passato, purtroppo, hanno dimostrato».

La consigliera chiede quindi che il sindaco «intimi ad Anas, attraverso l’utilizzo degli strumenti che la legge gli consente, di mettere al più presto in sicurezza via Trieste».

Scuola senza “zebre”

Condizioni di rischio analoghe presenta anche, aggiunge la Verlicchi, «il tratto antistante le scuole di Marina di Ravenna, dove le strisce del passaggio pedonale non sono ancora state eseguite causando una situazione di serio pericolo per i bambini».

Sullo stesso tema, ricostruendo le motivazioni alla base del dilungarsi dei lavori, interviene anche il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi, invocando l’intervento immediato della Polizia municipale.

«La vigilia di Natale – riferisce Ancisi – un concittadino ha pubblicizzato, firmandosi “Michele”, il seguente messaggio: “”La segnaletica è inesistente nel tratto di strada tra la rotonda ‘del parcheggio scambiatore’ verso il mare e il ponte della Sarom in via Trieste. Sono iniziati i lavori di asfaltatura, da mesi interrotti varie volte e ancora non terminati (chissà se accadrà e quando) e nei giorni di nebbia è molto difficoltoso percorrere quel tratto di strada, priva anche di illuminazione”. L’’allarme è stato largamente rilanciato via internet sui social, tra l’’altro sulla pagina facebook del Comitato cittadino di Marina di Ravenna».

Alto rischio di incidenti

Ancisi fa presente che si tratta della più diretta strada di collegamento tra Ravenna e il mare, parte terminale della strada statale 67 Tosco Romagnola in gestione ad Anas, e che la richiesta dei cittadini che la percorrono è «che siano ripristinate le indispensabili condizioni di sicurezza, in mancanza delle quali, soprattutto in orario notturno, l’’assenza delle strisce longitudinali, centrale e laterali, rende altissimo il rischio di incidenti».

«Sanzionare le violazioni»

Ancisi rivolge la richiesta di intervento alla Polizia municipale , «che anzi, attraverso i suoi presidi di vigilanza sul territorio, avrebbe già dovuto allertarsi ed attivarsi in proposito, anche collegandosi con la Stradale. Infatti, le centrali operative delle forze dell’’ordine dovrebbero essere obbligatoriamente in possesso dell’ordinanza disposta dall’Anas (di cui comunque chiedo copia alla Municipale), che definisce, tra l’’altro, la denominazione dell’’impresa esecutrice dei lavori, nonché il loro inizio e termine, e da cui si potranno desumere e sanzionare le violazioni eventualmente compiute al codice della strada e al suo regolamento di esecuzione».

Ancisi elenca poi le possibili violazioni che devono essere oggetto di verifica: «Gli articoli 30 (segnalamento temporaneo), 31 (segnalamento e delimitazione dei cantieri), 32 (barriere), 33 (delineatori speciali), 34 (coni e delineatori flessibili), 35 (segnali orizzontali temporanei e dispositivi retroriflettenti integrativi e sostitutivi), 39 (cantieri mobili), 41 (limitazioni di velocità in prossimità di lavori e di cantieri stradali)».

Rammenta poi che l’’art. 21, comma 2, del Codice della Strada impone che «chiunque esegue lavori o deposita materiali sulle aree destinate alla circolazione o alla sosta di veicoli e di pedoni deve adottare gli accorgimenti necessari per la sicurezza e la fluidità della circolazione e mantenerli in perfetta efficienza sia di giorno che di notte»…”

Ancisi chiede quindi che la «Polizia municipale intervenga da subito e riferisca appena possibile quali provvedimenti abbia adottato»; si riserva inoltre, successivamente «di sollevare in sede politico-istituzionale, nei confronti dell’Anas, il problema più generale dei ripetuti allungamenti del termine di fine lavori nel cantiere».

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