Morì nello schianto in moto a Russi, un perito per chiarire la dinamica

RAVENNA. Sarà un ingegnere di Ferrara a ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente stradale che la notte tra il 13 e il 14 ottobre costò la vita al giovane Alessandro Mattioli. A stabilirlo è stato il giudice per le indagini preliminari Corrado Schiaretti, che ieri ha accolto l’istanza del difensore dei familiari della vittima, l’avvocato Eugenio Morgagni, e del sostituto procuratore Marilù Gattelli, che hanno chiesto l’incidente probatorio per avere una ricostruzione peritale dell’accaduto. Per la morte del 17enne di San Pietro in Vincoli, schiantatosi in moto contro un’auto tra Reda e Chiesuola lungo la provinciale Reda, è ora indagata per omicidio stradale la conducente della vettura, una donna di Russi, tutelata dall’avvocato Giovanni Battista Emaldi.

Dubbi da sciogliere

Sarà quindi l’esame del consulente a chiarire i dubbi sull’incidente, che dovranno valutare le manovre effettuate e la velocità dei veicoli coinvolti. Quella notte, i carabinieri di Russi si erano trovati uno scenario da brividi. La moto Rs 125 del 17enne era in frantumi. L’auto con la quale si era scontrata, una Peugeot Tepee, irriconoscibile tra il cofano e il lato guidatore. Tanto che la conducente era stata soccorsa sotto shock. All’incrocio tra la provinciale Prada e via Corleto, tra Ponte Vico e Prada, la Peugeot aveva effettuato la svolta verso sinistra su via Corleto mentre dalla corsia opposta della Provinciale, in direzione Forlì, stava sopraggiungendo la moto. Quest’ultimo era stato sbalzato dalla due ruote, per finire contro un palo della luce, che non gli aveva lasciato scampo. FED.S.

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