Cagnoni torna in aula a Ravenna, ma da vittima. Una paziente diede del “ladro” al medico

Cagnoni torna in aula a Ravenna, ma da vittima. Una paziente diede del "ladro" al medico

RAVENNA. Da condannato all’ergastolo a vittima di diffamazione. Il ritorno di Matteo Cagnoni da Bologna al carcere di Ravenna – dal quale era stato spostato dopo la sentenza di primo grado per l’omicidio della moglie – lo avvicinerà nuovamente al tribunale di Ravenna, dove a breve si aprirà un nuovo procedimento che lo vede protagonista, questa volta non più come imputato, ma nei panni di parte offesa. È stato infatti depositato il decreto di citazione a giudizio per una 60enne che, insoddisfatta dopo una visita nello studio del dermatologo, affidò a Facebook un impietoso giudizio lasciandosi andare oltre la semplice critica.

Il post offensivo

Fatti avvenuti – banale dirlo – prima del fatidico 16 settembre del 2017, giorno in cui secondo la condanna dello scorso 22 giugno Cagnoni massacrò la 39enne Giulia Ballestri, dalla quale si stava separando.

Era il 2014 e il nome del dermatologo era noto solo per i meriti in campo medico e per le apparizioni televisive. I primi di novembre una paziente – una ravennate ora 60enne – uscì dal suo studio del tutto insoddisfatta, decidendo così di sfogare la rabbia sul social network: «Neanche si è degnato di fare almeno finta di allungare il collo per guardarmi – scrisse –, visto che era spaparanzato sulla sua poltrona e da lì non si è mosso. Non pago, e vengo massacrata per settimane di telefonate e minacce. Infine mi vedo portare in tribunale per non aver pagato una visita». E ancora: «Ma quale visita? Ero solo andata a fissare un appuntamento. Ma come sono messi certi professionisti, ma non si vergognano? Ladri».

A colpi di like e condivisioni il post capitò anche tra le mani di Cagnoni, che il 18 novembre decise di sporgere querela per diffamazione aggravata dal fatto di essere stata scritta sul web.

Accusa in mano allo stesso Pm

Ironia della sorte, il fascicolo a carico della 60enne – difesa dall’avvocato Giorgio Vantaggiato – è stato aperto dal sostituto procuratore Cristina D’Aniello, lo stesso magistrato che lo scorso giugno ha chiesto e ottenuto la condanna del dermatologo per omicidio volontario al termine di una requisitoria durata oltre otto ore. E che ora potrebbe incontrarlo nuovamente qualora Cagnoni decidesse di costituirsi parte civile e chiedere i danni per quel post ritenuto diffamatorio.

Trasferito a Ravenna

Sono forse ben altri i pensieri che ora affliggono il medico 53enne. Dopo la condanna, passate le prime settimane a Port’Aurea, era stato trasferito al carcere della Dozza a Bologna. Decisione particolarmente sofferta, che aveva portato alla richiesta di un nuovo trasferimento nella casa circondariale del capoluogo bizantino, inoltrata al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria da uno dei suoi legali, l’avvocato Chiara Belletti del Foro di Bologna. Ricorso accolto proprio sulla base di alcuni problemi di salute lamentati dal detenuto e legati a disagi di tipo psicologico vissuti nel carcere felsineo. Così, da venerdì scorso, Cagnoni si trova di nuovo a Ravenna.

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