CERVIA. Ritorna il fenomeno dei bassi fondali nel porto canale e le imbarcazioni rimangono insabbiate. Ne hanno fatto le spese un natante del circolo nautico “Amici della vela” e un peschereccio. Nel primo caso la barca si è incagliata nella imboccature del porto, rompendo il timone. Ma anche l’altra vittima della secca pare abbia subito seri danni.

«Siamo molto amareggiati – afferma il presidente del circolo nautico Emilio Sartini –, perché il Comune presta poca attenzione agli utenti dello scalo marittimo. Non si può dimenticare come qui, ogni giorno, lavorino diverse persone. Si tratta quindi di una economia da tutelare, ma a quanto pare i dragaggi sono sporadici. Avevano progettato la collocazione di un eiettore, però dell’impianto c’è solo la cabina di comando, perché pare che la ditta installatrice sia fallita».

Ritorna quindi l’emergenza nel Porto canale, con un fondale in cui l’acqua non supera il metro e 40 centimetri di profondità. È facile quindi, per le chiglie delle imbarcazioni, toccare il fondo. Da qui ad incagliarsi il passo è breve, con tutto quello che comporta poi. Oltre alle rotture – quella del timone è la più frequente – occorre poi raddrizzare la barca, aspettando che arrivi l’alta marea. I pescatori sono da sempre alle prese con questo fenomeno, ma ora sono a rischio pure i cantieri dell’area, che non possono varare le imbarcazioni. Il cantiere De Cesari è fra i più penalizzati e, a volte, deve spostare le operazioni in un altro scalo. M.P.

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