CERVIA. «Se avessi la licenza di cremazione potrei aiutare io… cominciando da subito con chi li aiuta ad entrare». Sono frasi come queste che hanno portato un agente della Municipale di Cervia (ora sospeso) a processo, per il reato di istigazione all’odio razziale.

La vicenda risale al 2015, quando alcuni abitanti della zona, infastiditi e preoccupati da quelle continue manifestazioni sui social network dell’agente della municipale, decidono di fare un esposto al sindaco Luca Coffari. Dopo una prima indagine interna, l’amministrazione riesce a scoprire come le frasi aberranti scritte dall’uomo, un 45enne originario di Treia (Macerata), siano in realtà più di una. E quasi tutte rivolte contro stranieri e specialmente contro i rivenditori abusivi.

Fenomeno che il 45enne conosceva particolarmente bene, dato che a Cervia in estate era tra le forze attive proprio lungo la spiaggia per i controlli contro l’abusivismo commerciale. Terminato il lavoro, l’agente della polizia municipale sfogava tutta la sua rabbia su Facebook, con frasi da brividi come quella appunto sui forni crematori.

Su Facebook

È alla vista di tutto questo che il sindaco Coffari, dopo aver terminato gli opportuni accertamenti, ha deciso di prendere la strada della Procura di Ravenna. E ieri sarebbe dovuto iniziare il processo per istigazione all’odio razziale, rinviato però a marzo del prossimo anno.

Le frasi che vengono contestate sono tutte agli atti. Sette in particolare sono quelle che hanno portato l’uomo a varcare la soglia del tribunale. Oltre a quella sulla «licenza di cremazione», senza dubbio la più pesante, su Facebook l’uomo (dove come immagine profilo aveva addirittura una foto di lui in divisa) in riferimento agli stranieri aveva anche scritto: «Come dicono certi comunisti col golfino… abbiamo bisogno di queste nuove merde in erba!». Sui venditori abusivi auspicava invece di cacciarli «a calci nelle palle». Mentre inneggiando a un nuovo 25 aprile diceva che così si sarebbe chiusi «i conti vecchi e nuovi… molti non arriveranno al 26».

Infine due frasi sconcertanti su come, a suo modo, andrebbe risolta la situazione degli stranieri in Italia. Una visione senza dubbio dittatoriale. «Solo un’azione energica e non democratica potrebbe salvare il salvabile» scriveva il vigile urbano, oltre a: «Per riportare la democrazia in un periodo come quello attuale, solo un atto non democratico può riportarlo».

Sospensione

In seguito alle frasi e all’avvio del procedimento penale, il vigile di Cervia, difeso dall’avvocato Silvia Brandolini, è stato immediatamente sospeso dal servizio.

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