L’annuncio del ministro: «Il Delta del Po diventa parco nazionale»

RAVENNA

Per il Parco del Delta del Po sembra delinearsi un futuro da parco nazionale, e non più interregionale, progetto sul quale l’ente parco e i referenti dei territori coinvolti, fra Emilia Romagna e Veneto, erano al lavoro da oltre un anno. Tre i Comuni del Ravennate che fanno parte del Parco: Ravenna, Alfonsine e Cervia.

Il dietrofront è stato annunciato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa giovedì scorso a Roma, intervenendo al congresso nazionale di Federparchi. Doccia fredda per il presidente dell’Ente di gestione per i Parchi e la biodiversità Delta del Po – il sindaco di Comacchio Marco Fabbri –, presente al congresso, che ha appreso in quella sede, dalla viva voce del ministro, il cambiamento di rotta, senza esserne stato preventivamente messo al corrente. Incassato il colpo, Fabbri ha annunciato l’intenzione di dimettersi dall’incarico: «Dato che il mio mandato era legato a un altro obiettivo considero la mia esperienza alla guida del Parco conclusa e rimetterò alla Comunità del Parco ogni decisione e considerazione. La mia nomina a presidente risale al settembre 2017 ed era legata all’opportunità e alla fiducia concessami dalla Comunità del Parco di definire un mandato di scopo di breve durata, peraltro gratuito e finalizzato alla creazione del Parco Interregionale del Delta del Po. In questo anno di attività abbiamo prodotto una base di lavoro importante e avviato una discussione con tutti i soggetti che vivono e amano questo luogo». Eppure, appena una decina di giorni prima, il ministro aveva twittato: «Stiamo realizzando due nuovi parchi nazionali: #Matese e #Portofino. E stiamo lavorando per armonizzare il Delta del Po». Il che lasciava supporre che si sarebbe continuato nella direzione già delineata.

Diversi divieti

«È giusto che il Governo del Cambiamento assuma le proprie determinazioni – ha aggiunto Fabbri – ma senza dimenticare le persone che vivono questi territori: serve un percorso di partecipazione, condivisione e confronto attento come quello avviato per l’interregionale nei mesi scorsi. Una imposizione dall’alto, a mio avviso, non verrebbe compresa dalle comunità. Un Parco Nazionale introduce infatti elementi nuovi rispetto a un Parco Interregionale o regionale, basti pensare alla governance diversa e ad alcuni nuovi divieti come il divieto di caccia».

«Serve un confronto»

«Crediamo sia comprensibile il nostro senso di amarezza, culminato nelle dichiarazioni del sindaco di Comacchio». La dichiarazione del ministro sorprende anche la Giunta ravennate, alla quale dà voce l’assessore all’Ambiente Gianandrea Baroncini: «Alla prossima riunione della Comunità del Parco avremo modo di fare il punto. Siamo disponibili a incontrare anche subito il ministro Costa per costruire un confronto: non si può, senza nemmeno avviare un processo di coinvolgimento delle istituzioni, dei portatori di interesse e delle comunità locali svuotare di significato un lavoro lungo e impegnativo a favore di una prospettiva che potrebbe mettere in discussione alcuni capisaldi delle strategie in campo. Non possiamo accettare che non si valutino le tipicità delle nostre zone naturali e le tradizionali attività che in esse sono ospitate e che non si persegua un disegno di governance condivisa. Il centralismo dall’alto e senza coinvolgimento non è una buona manifestazione di “cambiamento”. Abbiamo molti progetti fermi al ministero, di cui vorremmo capire il destino e che sono parte integrante di quella valorizzazione a cui il ministro ha fatto riferimento».

La partita si giocherà molto sul piano politico, dal momento che la Regione Veneto – a guida leghista – ha sempre espresso la propria contrarietà all’ipotesi di istituzione del Parco nazionale. «Vorremmo capire cosa ne pensa la parte veneta, governatore Zaia in testa», mette le mani avanti l’assessore ravennate.

«Non ci iscriviamo al partito della polemica gratuita e siamo pronti per il confronto di merito, ma dispiace che chi esulta oggi per questa passaggio di fase sia chi negli ultimi anni ha lamentato continuamente uno scarso coinvolgimento».

L’auspicio di proseguire

Mauro Venturi, sindaco di Alfonsine e presidente delle Comunità del Parco, auspica che il ministro potesse riferirsi a un “parco unico” e che, in accordo con la Regione, si possa proseguire nel lavoro di costituzione del Parco interregionale, formula che implica un coinvolgimento più importante degli enti territoriali locali.

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