Ravenna

Continuano, incessanti, le segnalazioni di cittadini che riscontrano condotte non corrette di cacciatori. Da parte dei vari residenti in provincia, che hanno intensificato le loro lamentele soprattutto dopo la notizia data dal Corriere Romagna di un cavallo bianco raggiunto in pineta da uno sparo nel posteriore con una traiettoria ad altezza uomo, c’è la richiesta di ulteriori controlli.

Difficile dire se siano sufficienti, ma certamente ci sono. E non mancano anche le sanzioni.

Le stesse guardie venatorie volontarie, per voce del presidente regionale del servizio di vigilanza ambientale di Legambiente Giacinto De Renzi, riscontravano la sensazione di «un fenomeno della caccia in discesa, ma una quantità di sanzioni che invece rimane stabile». Come se venisse a mancare «un autocontrollo, tipico dei cacciatori di alcuni anni fa, anche per effetto dell’attività associativa».

I dati sembrano confortare questa impressione.

Perché preso il periodo attuale e confrontato con quello dell’anno scorso (la stagione di caccia prende avvio normalmente a metà settembre, al netto di “pre-aperture”) i dati sono esattamente speculari: 13 sono stati multati in quanto non titolati o in esercizio di caccia in luogo non deputato (per esempio in eccessiva prossimità di zona abitata). Così come 13 erano un anno fa di questi tempi. E 11 sono coloro i quali trasportavano l’arma in maniera impropria. Nella stagione di caccia 2017/2018, con i dati parziali relativi allo stesso periodo, il numero di sanzioni ascrivibili a questa irregolarità era anche quest, curiosamente, lo stesso: 11.

Per dare un’idea dell’entità del fenomeno, si può pertanto dare uno sguardo ai dati consuntivi della stagione scorsa. Sono circa una quarantina le multe che sono state effettuate da polizia provinciale, nucleo forestale dei Carabinieri e guardie venatorie volontarie. E si dividevano rispettivamente fra 21 date per il non rispetto della distanza dalle abitazioni (o comunque in zone improprie) e 18 per il trasporto non corretto del fucile o dell’arma detenuta.

Paura a Fossolo

Crescente, intanto, la preoccupazione di alcuni residenti e particolarmente determinati nell’esprimerla sono alcuni cittadini che risiedono nei pressi e frequentano la pista ciclo-naturistica del fiume Lamone in località Fossolo: «Ogni domenica, durante il periodo di caccia si trovano cacciatori a ridosso delle abitazioni e sul percorso della stessa strada», spiegano alcune famiglie della zona. Situazione su cui la polizia provinciale e i Forestali sono intervenuti in due circostanze differenti: «Nel momento del sopralluogo però – spiega il comandante della Provinciale, Lorenza Mazzotti – non erano presenti cacciatori. E’ stata comunque elevata una sanzione a cittadini che pescavano senza licenza».

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