FAENZA. «Si sta ragionando sul trasferimento dell’attività di riciclaggio dei materiali legnosi di Recywood e Recter le due aziende aderenti al consorzio Astra con depositi nella cava Zannona». Sulle intenzioni da parte delle due aziende di dismettere il sito, dove nello scorso agosto scoppiò un mega incendio, interviene l’assessore all’ambiente Antonio Bandini: «si stanno valutando soluzioni e terreni adeguati a valle dell’autostrada, in località più agevoli da raggiungere anche dal punto di vista dei trasporti» riferisce Bandini. Che in merito alla cava Zannona e all’incendio puntualizza che «i vigili del fuoco hanno richiesto i dovuti chiarimenti e si stanno concordando soluzioni, tra le quali appunto quella di un trasferimento”.

Il rogo di agosto ebbe una durata di circa 15 giorni, durante i quali si registrarono numerosi disagi alla popolazione residente e non solo. I fumi raggiunsero perfino Ravenna e Forlì. Ai fini della sicurezza fu mantenuto sempre sotto controllo e fu domato tramite soffocamento: tizzoni e ceneri della legnaia andata in fiamme furono seppelliti con la terra della stessa cava, ormai in disuso. Durante l’incendio Recywood e Recter mantennero sempre alta l’attenzione. Vennero eseguiti rilievi da parte di Arpae che esclusero pericolosità per la salute.

Per le due società l’incendio ha costituito un ingente danno economico (dalle prime stime, oltre 200mila euro) in un momento di riassetto societario teso a salvaguardare i livelli occupazionali, assorbendo il personale della Ctf e ideando un’attività di raccolta a titolo gratuito di materiale legnoso proveniente da espianti di frutteti dismessi e potature, pulizia delle aree golenali e fluviali in tutto il territorio emiliano-romagnolo.

Il sito prescelto per lo stoccaggio però non si è dimostrato ideale e questo lo sostiene anche il neonato “Comitato per la Bonifica della Cava Zannona” in rappresentanza di una ventina di famiglie residenti in zona Rivalta. Dal comitato è partita la richiesta di bonifica del terreno e il ripristino ad attività agricola: «riteniamo che la Cava Zannona vicino alle abitazioni e in zona paesaggistica, possa determinare un disagio per noi cittadini in ordine a rumorosità, polveri e non ultimo il rischio incendio come verificatosi il 3 agosto e successivi disagi tra fumo e aria maleodorante che viene a sprigionarsi a tutt’oggi dai depositi del materiale bruciato in deposito». E ancora: «Ci preme la sicurezza ambientale e igienico-sanitaria, non ultima anche la pericolosità legata alla circolazione continua dei mezzi pesanti, rumorosità, aria sempre satura di polveri. In pratica non abbiamo sicurezza per il futuro, non sappiamo cosa succederà la prossima estate. Cosa hanno deciso di fare con il materiale bruciato? Saranno concesse ulteriori autorizzazioni?». Domande che sono state riprese dalla Lega nord per chiedere risposte alla giunta comunale. E secondo l’assessore Bandini un trasferimento è già nell’aria.

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