Caccia senza regole, paura in pineta a Ravenna, ferito un cavallo

RAVENNA. Una doppietta fumante e rimasta anonima, che però ha impallinato, nel bel mezzo della pineta in un’area frequentata da ciclisti e ragazzi del Circolo ippico ravennate, un imponente esemplare di cavallo bianco.

Certo non un obiettivo che potesse essere scambiato per un cinghiale, un fagiano o una beccaccia. Sulla via Mambelli, la strada in parte sterrata che dalla ss309 permette di addentrarsi nella pineta San Vitale, ci sono due aree speculari, divise da un canale. La prima ospita una zona attrezzata per i pic-nic. Quella di fronte invece è attraversata da cicloamatori che amano lo sterrato, ma è anche costante luogo di allenamento per i fantini del Circolo ippico ravennate. Spesso ragazzi giovanissimi frequentano il campo di addestramento con esemplari che partecipano anche a gare internazionali. Tanto che in quella zona, in periodo di divieto di caccia, si svolgono anche competizioni di alto livello. Nella prima domenica di apertura delle pinete, il 14 ottobre scorso, fortunatamente non c’erano ciclisti o giovani amanti dell’equitazione. C’era “Ciccio”, libero con alcuni esemplari che il loro proprietario lascia svagare fra i pini, di tanto in tanto. Nel silenzio della pineta, uno sparo. Ed il cavallo viene riempito di pallini nella zona posteriore e negli organi genitali: «Ero presente quando è stato portato nella nostra sede per i primi soccorsi – spiega Barbara Zaccari, consigliera del Circolo Ippico Ravennate -. Sinceramente, adesso, abbiamo paura. Il proprietario ha sporto denuncia verso ignoti, ma è assurdo che sia accaduta una cosa simile. Anche per la traiettoria del colpo, che ha preso la parte alta posteriore dell’animale. Estrarre pallino per pallino è stata un’operazione davvero penosa, ma speriamo si riprenda totalmente. Non è comunque in pericolo».

Indagini dei “forestali”

Il cacciatore infatti non è stato al momento individuato, anche se sul posto sono stati fatti rilievi dal Corpo forestale dei Carabinieri. Un ennesimo caso, che dopo vari episodi eclatanti a livello nazionale, riporta l’attenzione su un fenomeno per il quale anche ieri cittadini di Filetto riportavano al Corriere la loro preoccupazione. Ed in effetti anche il presidente della Vigilanza ambientale regionale, Giacinto De Renzi, ha la medesima sensazione: «Ci sono meno cacciatori del passato, ma le infrazioni non calano di numero – spiega -. E più frequentemente si avvicinano alle case. Del resto, la selvaggina è sempre più spesso portata ad avvicinarsi anche ai centri abitati, con l’estendersi delle monocolture. L’assenza di alberature porta gli animali vicini alle case e i cacciatori indisciplinati li seguono». Secondo De Renzi ad affievolirsi è soprattuto l’autocontrollo dei cacciatori: «Per la mia opera volontaria frequento cacciatori da decenni, e moltissimi sono persone responsabili e con piena coscienza, sia della natura che dei rischi legati alla loro attività. Da quello che vediamo, questa sensibilità va scemando. Almeno le statistiche portano a tali conclusioni».

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